Contro (la) natura

Ambiente e clima
04 Dicembre 2014

di Emilia Blanchetti

 

 

 

Come sempre Chicco Testa estremizza i ragionamenti per poi portarci a riflettere sui luoghi comuni che spesso prendono il posto delle convinzioni e della conoscenza e per stimolarci a trovare altre letture e a confrontarci con altri punti di vista.

Il libro mette in discussione l’assunto che la Natura sia di per sé cosa buona e giusta. La natura è una macchina, che produce vita e morte, e lo fa attraverso meccanismi e dinamiche che difficilmente potremmo considerare buone o giuste. Le malattie, le pandemie, i cataclismi naturali, i mutamenti geologici, i disastri quali terremoti, incendi, tornado e tsunami sono tutti fenomeni assolutamente naturali. Ma facciamo fatica a pensare che popolazioni decimate da questi fenomeni siano una cosa buona e giusta. Facciamo ancora più fatica a credere che un bambino che muore di leucemia sia “naturale”.

Ecco, e qui sta il punto. Confondiamo l’aggettivo “naturale” con “buono”. Molta parte in tutto questo ce l’ha una crescente cultura (e marketing) del bio, del green a tutti i costi, del chilometro zero, del recupero della biodiversità, eccetera eccetera. Tutte cose buone, per carità, ma alla fine questo tipo di cultura ha portato appunto a sovrapporre il concetto di naturale con i concetti di bello e di buono. Il rischio è quello di sedimentare questa semplificazione e alla fine confondere sistematicamente natura con paesaggio, natura con campagna e cibo (apparentemente) sano, natura con un’estetica del ritorno alle origini… però, attenzione, sempre con tutte le comodità che ci sono offerte da strade, riscaldamento, auto a motore, cucine elettriche, eccetera eccetera. Proviamo a pensare ai nostri week end in campagna in case umide e fredde, raggiungibili solo con faticosi e fangosi sterrati, a piedi ovviamente, a spaccare la legna per scaldare le stanze e per cucinare verdure e animali che certamente non sono incellophanati e ben puliti… chiaramente cercando di fare tutto con la luce del giorno perché la sera al massimo potremo concederci una buona lettura a lume di candela.  Sarà un fantastico week end se non ci rompiamo una gamba mentre attraversiamo il fango, non ci becchiamo una polmonite o un’infezione batterica, non ci affettiamo un dito mentre spacchiamo la legna da ardere… probabilmente, dopo la prima volta in cui tutto ciò ci sembrerà una bellissima avventura, le volte successive inizieremo a considerare l’equazione “naturale = buono” un po’ meno immediata.

Dove vuole arrivare Chicco Testa? Questo libro non è altro che un insieme di riflessioni, di grande impatto emotivo anche, e di esempi pratici, per portarci a ragionare sul concetto di ambiente. E quindi di ambientalismo. La deriva dogmatica e fondamentalista dei movimenti ambientalisti ha portato a un irrigidimento preconcetto che anziché servire a tutelare la salute e il benessere delle persone, all’interno di un ecosistema che evolve costantemente, sta portando alla deificazione acritica di tutto ciò che appare “naturale” e alla demonizzazione pregiudiziale di tutto ciò che è “artificioso” “non naturale” “antropico”. Dimenticando che la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica, il progresso – tutte cose “non naturali” - hanno consentito di allungare enormemente la vita umana e di renderla più sicura e salubre che mai.

Allora forse lo spunto filosofico e l’invito, credo, a chi opera all’interno delle organizzazioni ambientaliste, è quello di provare a guardare ad una nuova forma di ambientalismo, più “umanista”. Provando ad immaginare una cultura dell’ambiente capace di tenere conto della necessità di salvaguardare il pianeta Terra, in quanto  spazio dove l’uomo vive e si sviluppa, insieme alla spinta fondamentale e necessaria di salvaguardare la vita delle persone, esplorando con mente aperta e occhio vigile tutte le potenzialità che l’evoluzione naturale, insieme al progresso dell’umanità, possono portare per garantire nel tempo una vita più lunga, più sana, più dignitosa, più fertile e più creativa per fette sempre più ampie e numerose di esseri umani. 

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