Ecologia del desiderio: il saggio di Antonio Cianciullo

Ambiente e clima
12 Marzo 2018
L'ecologia del desiderio

Le questioni ambientali sono spesso dimenticate o lasciate in secondo piano nell’agenda politica dei governanti ( o dei candidati, come si evince dall’ultima campagna elettorale), così come sono trascurate dagli organi di informazione, salvo casi di emergenze ambientali. Sembra che l’ambientalismo sia un tema sottovalutato da una società civile che pure ha accesso a tutte le informazioni del caso: inquinamento, riscaldamento globale e cambiamenti climatici, esaurimento delle risorse fossili e accesso alle rinnovabili.

Questo il filone tematico di Ecologia del desiderio, il saggio di Antonio Cianciullo, giornalista che da più di trent’anni si occupa di temi ambientali.

La difficoltà per l’ambientalismo e i temi ad esso connessi di affermarsi sulla scena politica e dell’informazione dipende, secondo l’autore, da due ragioni fondamentali: l’economia che ancora sorregge il sistema legato alle fonti fossili, a discapito delle rinnovabili, e la mancanza di una posizione di massa sul rallentamento della corsa ai consumi. E’ anche, continua Cianciullo, una questione di comunicazione: gli ecologisti cercano di diffondere il messaggio ambientalista attraverso una dialettica della paura, ormai abusata su temi a forte impatto sociale – dal terrorismo alle migrazioni.

Affinché il messaggio ambientalista possa veicolare da una ristretta nicchia fino alle masse, è necessario non solo usare una dialettica più efficace, ma di coinvolgere l’intrattenimento: film e romanzi aiutano a diffondere l’idea di una nuova realtà, quella in cui i problemi legati all’ambiente sono pressanti e in cui le soluzioni esistono e sono attuabili. Comunicatori, giornalisti e politici interessati al tema ambientale devono impegnarsi a costruire una dialettica più solida di quella della paura, per catturare l’attenzione di lettori ed elettori. Occorre correggere certi messaggi tanto diffusi quanto anacronistici, come la convenienza delle fonti fossili sulle rinnovabili, per rendere credibile la necessità di un cambiamento effettivo di rotta nella produzione e nei consumi.

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