La terra senza più risorse

Ambiente e clima
17 Maggio 2010

La terra in rosso, articolo di Antonio Cianciullo sul calcolo del consumo delle riserve di risorse naturali primarie, è uscito il 22 settembre scorso su "Repubblica". Al centro dell'articolo il calcolo dell'Earth overshoot day, il giorno cioè in cui, sulla base di alcuni calcoli specifici, si arriva ad esaurire le risorse a disposizione per quello stesso anno. Di anno in anno il periodo di autonomia si accorcia sempre di più, la data dell'Earth overshoot day si avvicina sempre di più all'inizio dell'anno: nel 1961 bastava metà della Terra per soddisfare le nostre necessità, nel 1986, il pianeta per la prima volta è andato in rosso, nel 1995 la scadenza era il 21 novembre, e se non si invertirà la tendenza nel 2050 avremo bisogno di un altro pianeta per soddisfare le nostre esigenze.

"La terra in rosso", leggi articolo di Antonio Cianciullo

Non ho conoscenza diretta dei dati utilizzati per il calcolo dell'"Earth overshoot day", cioè del giorno dell'anno in cui l'umanità ha già consumato quello che la terra impiegherà un anno a produrre, ma ritengo che la data del 23 settembre calcolata dal Global Footprint Network non si riferisca a tutti i consumi effettuati dall'uomo, ma solo ad alcune risorse specifiche, come il legno e le falde acquifere, per le quali la stima dei consumi e degli approvvigionamenti è relativamente facile. Proprio l'incertezza fra consumi globali e consumi specifici suggerisce alcune considerazioni.

La data del 23 settembre, anche se riferita a due sole risorse, è un dato allarmante, ma mi rendo conto che l'impatto mediatico sarebbe meno forte. Questa tranquillità è motivata dalla considerazione che l'uso eccessivo delle falde acquifere e delle foreste avviene perché queste risorse sono relativamente economiche.
Si ritiene che, quando queste risorse saranno ridotte a un livello tale da non essere più economiche, la tecnologia sarà in grado di sostituirle, per esempio usando la plastica e nuovi materiali compositi al posto del legno e desalinatori dell'acqua di mare al posto delle falde acquifere. La tecnologia ha dimostrato di poter aumentare la produzione dei prodotti che scarseggiano ricorrendo a risorse alternative, per esempio migliorando la produzione agricola con tecnologie intensive che utilizzano fertilizzanti e antiparassitari.
Questa capacità tecnologica ha reso possibile l'aumento della popolazione e dei consumi a cui stiamo assistendo. I risultati ottenuti fino ad ora dalla tecnologia sono pertanto motivo di sicurezza per il futuro.

Img1Tuttavia la tecnologia non riduce i consumi, ma interviene con la sua capacità di spostarli su risorse alternative. Forse stiamo raggiungendo il punto in cui le risorse limitate del pianeta stanno diventando una coperta troppo corta che la tecnologia maldestramente sposta senza più riuscire a soddisfare una domanda sempre crescente di consumi. Per questo è importante valutare il bilancio globale e discutere l'"Earth overshoot day" di tutte le risorse. Il conto è reso complicato dal fatto che le diverse risorse hanno tempi molto diversi di rigenerazione naturale.
Questo sbilanciamento pone un problema forse più importante di quello di un eccesso nel consumo del legno e delle falde acquifere. La tecnologia dovrebbe aiutarci a perseguire uno sviluppo compatibile in cui ci sia un bilanciamento dell'"Earth overshoot day" di tutte le risorse e poi per tutte, contemporaneamente, si dovrebbe mirare a tornare al 31 dicembre.

Si può discutere se questo sia l'obiettivo che l'umanità vuole perseguire, ma è certo che non sia l'obiettivo che l'umanità sta perseguendo. Un esempio per tutti è fornito dalla produzione alimentare dove la quantità di combustibili fossili utilizzati per migliorare la produzione (sotto forma di prodotti chimici, processi, confezioni, trasporto, conservazione e preparazione) è in continuo aumento. La priorità alimentare è motivata dal fatto che in questo caso un "Earth overshoot day" anteriore al 31 dicembre vorrebbe dire carestia. Stiamo però sopperendo alla scarsità del cibo, che ha un tempo di autorigenerazione molto breve, attingendo ad una risorsa come i combustibili fossili che hanno invece un tempo di autorigenerazione molto lungo. La strategia tecnologica va perciò nella direzione opposta a quella di un bilanciamento dell'"Earth overshoot day" per tutte le risorse.

Sarebbe interessante calcolare quale è l'"Earth overshoot day" del petrolio. In assenza di dati precisi possiamo fare una valutazione approssimata, ma ugualmente significativa. Ebbene, supponendo che ogni anno si consumi l'uno per mille dei depositi mondiali di petrolio (stima basata su una valutazione molto ottimistica di quest'ultimi) poiché il petrolio impiega milioni d'anni a formarsi risultata che "Earth overshoot day" del petrolio cade il primo gennaio la mattina molto presto.

Vedremo come evolverà la situazione. Per intanto, vorremmo contribuire a formare una consapevolezza quanto più strutturata, complessa, critica e ragionata della problematica fornendo materiali esclusivi. Cominciamo con questi documenti di Alessandro Clerici, presidente del gruppo di lavoro sul futuro del nucleare del WEC.

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