Biometano. Cresce la filiera nazionale.

Fonti, risparmio, efficienza per l’energia
07 Marzo 2013

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Osservatorio Biometano 20132.7 MB

Parlando di rinnovabili ci si concentra troppo esclusivamente su solare ed eolico. Lontano dai riflettori però, e per fortuna, ci sono altri settori che crescono in maniera importante e solida e possono rappresentare delle risposte significative all'eterno problema della dipendenza energetica. Il Biometano, oggetto, di uno studio approfondito presentato a febbraio dall'Osservatorio Agroenergie, è uno di questi.

Secondo i dati pubblicati, infatti, la  filiera di biogas conta 850 impianti in funzione a fine 2012, per un fatturato complessivo di 2,5 miliardi di euro. Di questi, il 70% è realizzato da aziende impiantistiche italiane. Il potenziale di produzione è pari a 5,6 miliardi di metri cubi l’anno, cioè il 50% della produzione nazionale di gas. I numeri del metano "verde" - una fonte rinnovabile programmabile e a circuito chiuso, in grado di sostituire perfettamente quello di origine fossile, e dunque dicontribuire alla riduzione dell’effetto serra - sono di tutto rispetto. Tanto da incidere positivamente sulla bilancia dell'import energetico? Secondo lo studio prodotto dall'Osservatorio, sì:  il biometano può arrivare a coprire fino al 10% del nostro consumo lordo di energia (scenario di “crescita accelerata”) o circa il 5% (scenario di “crescita moderata”) al 2020.

Filiera tutta italiana dalla materia prima in su, come ricorda Piero Mattirolo, AD di EnergEtica e promotore dello studio. Sinergie importanti possono essere creati con altri comparti come l'agricoltura e la raccolta differenziata dell'organico, poiché gli impianti sfruttano la frazione organica dei rifiuti, i sottoprodotti agricoli e di origine biologica per produrre energia.

Gli utilizzi del biometano sono molteplici, a partire dalla produzione combinata di energia termica ed elettrica. “Impiegato per l’autotrasporto, inoltre, ha un bilancio ambientale superiore a ogni altro carburante oggi disponibile – afferma Mattirolo. – Non a caso, tutti i paesi più avanzati stanno già puntando su questa fonite energetica per la mobilità”.

Svizzera, Paesi Bassi e soprattutto Svezia hanno da tempo scelto il biometano come fonte energetica in applicazioni innovative, che vanno ben al di là del semplice utilizzo per il trasporto, in particolare pubblico: per esempio, nel quartiere di Fullriggaren, a Malmö,  viene immesso in rete il biometano prodotto all'impianto di depurazione di Sjölunda, alimentato con scarti alimentari raccolti con un innovativo sistema di tubazioni; in Germania, invece, il biometano corre già nella rete nelle città di Amburgo, Schleswig-Holstein, Mecklenburg-Vorpommern e Tangstedt/Bützber, alimentando i consumi di 8000 abitazioni.

Esperienze innovative, certo, e replicabili.

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