Il nucleare dopo Fukushima. Rapporto WEC

Fonti, risparmio, efficienza per l’energia
15 Marzo 2012

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A un anno dal tragico incidente in Giappone, il World Energy Council (WEC) pubblica il suo rapporto sullo stato del settore nucleare globale pre e post Fukushima: World Energy Perspective: Nuclear Energy One Year After Fukushima.

Il rapporto è stato elaborato da una Task Force presieduta da Alessandro Clerici e comprendente un gruppo di esperti energetici e nucleari di 13 nazioni con il supporto dello staff di WEC Londra e con contributi da 30 Comitati Nazionali del WEC.

Il Rapporto analizza la situazione relativa all'utilizzo dell' energia nucleare nel mix energetico mondiale ad un anno dall'incidente di Fukushima dell'11/3/2011.

Le principali conclusioni del rapporto sono:

1. Per quanto riguarda i piani di sviluppo nucleare, ci sono stati inizialmente ripensamenti e ritardi ma a un anno di distanza dall'incidente si può affermare che è cambiato molto poco rispetto al futuro dell'energia nucleare nel mix energetico mondiale. Con l'eccezione della Germania, Svizzera, Italia e forse anche del Giappone, non sono state praticamente definite riduzioni apprezzabili nella realizzazione di nuovi impianti nucleari previsti dal cosiddetto "Rinascimento nucleare" precedente l'incidente giapponese.

Si può rilevare che lo sviluppo del nucleare è in discussione in circa 50 nazioni e sta avvenendo soprattutto nei paesi non OECD, Cina in testa, con 26 nuovi reattori in costruzione sui 65 in realizzazione nel mondo e che ha ribadito di voler arrivare a oltre 200.000 MW (4 volte il picco di consumo italiano) in funzione nel 2030.

2. Le possibili conseguenze di un grave incidente nucleare travalicano i confini della nazione dove è accaduto e occorrerebbe una governance sovranazionale. Occorre notare che per quanto riguarda la governance, dopo Fukushima è cambiato poco sulla possibilità di avere un ente internazionale con poteri tali da far chiudere una centrale ritenuta pericolosa (per il tipo di reattore, per la sua località, per la mancanza di esperienza di chi lo gestisce) o di non far realizzare una nuova centrale per gli stessi motivi. In materia di miglioramento della governance del settore nucleare il WEC continua a spronare le autorità competenti affinché venga definita un'entità di governance efficace e con poteri forti ma risulta impossibile travalicare la sovranità nazionale dei singoli stati e questo vale anche per la International Atomic Energy Agency(IAEA) che risponde all'ONU. La IAEA, in ogni caso, subito dopo l'incidente di Fukushima, ha effettuato un'Assemblea mondiale per incrementare le proprie risorse in modo da aumentare la frequenza di incontri / ispezioni per verificare l'indipendenza e organizzazione delle varie autorità nucleari locali ed unitamente a loro alle varie centrali nucleari. Il potere non è però impositivo ma suasivo.

4. I risultati dello studio e in particolare le risposte al questionario circolato ai Comitati WEC Nazionali mostrano una certa "democratizzazione energetica": sempre più la voce dell'opinione pubblica sta diventando determinante nel dibattito sul futuro del mix energetico e nelle scelte energetiche dei singoli paesi. Affinché tuttavia tale tendenza risulti positiva occorrerà un'informazione/formazione capillare sulle problematiche energetiche e ambientali. Tutte le parti devono impegnarsi a creare un dialogo trasparente e onesto, basato su dati e fatti e non su una mera contrapposizione di ideologie.

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