L'infrastruttura energetica e le esigenze comunicative sul territorio

Fonti, risparmio, efficienza per l’energia
20 Maggio 2013

di Giampaolo Russo, Country Manager TAP Italia

 

Il Trans Adriatic Pipeline è uno dei più importanti progetti infrastrutturali nel settore gas per l’Italia e l’Europa in virtù del ruolo che esso potrà giocare in futuro in termini di diversificazione degli approvvigionamenti e della sicurezza energetica. In vista della realizzazione del Corridoio Sud, funzionale allo sfruttamento delle risorse del Mar Caspio in Azerbaijan, per la realizzazione di questa nuova via del gas TAP è in concorrenza con il progetto Nabucco West.
Il progetto TAP prevede la costruzione di un metanodotto che trasporterà gas naturale dal giacimento di Shah Deniz II in Azerbaijan. Partendo dalla frontiera greco-turca, attraverserà Grecia, Albania e Mare Adriatico, per riemergere sulla terraferma in Puglia, dopo un percorso di circa 870 chilometri.
Grazie a TAP si potrà sfruttare l'ingente quantitativo di riserve dell’area caspica, e fornire gas, attraverso gasdotti esistenti e pianificati, oltreché all’Italia anche ai mercati di Germania, Francia, Svizzera e Regno Unito. Inoltre, il percorso di TAP è funzionale anche alla fornitura di gas ai paesi dell’area balcanica.
In questo quadro, l’Italia ricoprirebbe un ruolo di primo piano. La sua posizione geografica le permetterebbe, infatti, di essere un hub energetico e la realizzazione di TAP rappresenterebbe una delle possibilità per raggiungere questo obiettivo.

Per vedere realizzata un’opera di tale portata, oltre a tutta la documentazione tecnica prevista, è essenziale il dialogo con il territorio. In un paese complesso e articolato come l’Italia, il coinvolgimento di tutti gli stakeholders interessati è fondamentale. Una necessità in considerazione di quelli che sono i vari livelli politici e istituzionali coinvolti nella procedura autorizzativa e nella fase della realizzazione.
Il coinvolgimento della cittadinanza locale è dunque uno dei motori che muove l’azione di TAP. In Italia, dove le autorizzazioni sono “vive”, è necessario e fondamentale che il territorio sia informato e quindi coinvolto. E per le imprese è vitale che esso sia anche “compreso e ascoltato”.

Abbiamo quindi avviato un rapporto costante con le istituzioni locali, con i cittadini e con tutte le categorie economiche, sociali e le associazioni ambientaliste. Il confronto diretto che umanizza e mostra il volto dell’impresa, che la avvicina alla gente, aiuta ad affrontare le questioni aperte, a risolvere dubbi e comprendere il territorio.
In una nazione come l’Italia dove il grado di fiducia verso le istituzioni e le imprese è basso, vincere la paura e la sfiducia sono una sfida per le imprese e per TAP.
Per farlo abbiamo avviato un dialogo personale e pubblico, aperto e sincero attraverso una serie di strumenti che vanno dai social network ad internet, a un sito specifico dedicato, agli incontri pubblici con le categorie economiche e i cittadini; alle lettere loro indirizzate per spiegare le caratteristiche, evoluzioni e tempistiche attese del progetto; alla partecipazione dei volti di TAP in occasioni di interazioni con la popolazione, come possono essere i mercatini dei paesi direttamente coinvolti nel passaggio del gasdotto e anche di quelli nelle dirette vicinanze.

Tutela dell’ambiente e sviluppo economico possono e devono andare in un’unica direzione. È un beneficio collettivo per l’Italia, l’Europa, la Puglia e il Salento. Perché i benefici che questo progetto può portare in un territorio non si limitano al comune di “approdo”. Per questo è fondamentale vincere la mancanza di fiducia locale comunicando e rendendo tangibili i benefici, dimostrando come TAP possa generare effetti diretti, indiretti e indotti nell’economia pugliese e salentina, sia nella fase di costruzione sia nella fase operativa.
C’è bisogno quindi di un generale recupero di credibilità: per questo è fondamentale che l’energia e le infrastrutture ad essa funzionali siano “spiegate”; siano finalizzate anche a capire quelle che sono le necessità dei cittadini. Energia intesa anche come “potenzialità”: far sviluppare intorno a una infrastruttura energetica tutte quelle che possono essere le potenzialità delle persone, dei territori e delle istituzioni.
Per fare ciò è necessario che vengano vinte quelle resistenze che nascono dalla paura del “nemico invisibile”, soprattutto nelle realtà locali. È importante quindi che il tema della governance, della certezza degli investimenti e dei tempi siano al centro del dibattito pubblico.

Competenze, responsabilità, dialogo e corretta informazione sono i punti sui quali è importante investire affinché in Italia le infrastrutture non rimangano solo progetti sulla carta.

 

Al Festival
Giampaolo Russo sarà presente a "L'energia spiegata. Festival dell'Energia" all'incontro L'età d'oro del gas - venerdì 24 maggio 2013, alle ore 17,00 presso l'Aula 205
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