Mafe de Baggis. "Aziende e clienti sono parte di un sistema armonioso"

Fonti, risparmio, efficienza per l’energia
03 Marzo 2014
mafe de baggis

Intervista a Mafe De Baggis, esperta in social communication

 

 

Nel settore elettrico, il futuro è nelle reti smart. Alla base vi è il concetto di reciprocità, di scambio, di capacità di interpretare i dati e adeguarsi. Questo vale sul fronte tecnologico e ha delle ricadute dirette sul fronte sociale, della comunicazione e relazione con l’utente e il consumatore. Sul fronte tecnologico, le aziende sono pronte. Sul fronte della comunicazione, invece, un po’ meno. Sembra quasi più facile accettare che una rete tecnologica possa essere smart, piuttosto che possa esserlo il consumatore…
Dov’è il punto di resistenza? Che cosa le aziende, in particolare del settore energetico, elettrico, faticano a fare proprio per riuscire a rendere la loro comunicazione adeguata a questa trasformazione?
L'evoluzione necessaria - e difficile - per interpretare adeguatamente il ruolo di nodo di una rete vede la comunicazione come punto di arrivo di un processo di trasformazione che vede aziende e clienti come parte di un sistema armonioso, non come interlocutori spesso contrapposti. Il consumatore contemporaneo è fin troppo smart per le aziende di oggi: vuole flessibilità, velocità, agilità, ricerca dell'interesse comune, tutte richieste molto impegnative per chi ha ancora strutture e processi gerarchici, burocratici, spesso ahimè clientelari. 

L'evoluzione richiesta alle aziende è fare l'interesse dei consumatori continuando a perseguire il profitto: una volta che questa evoluzione sarà compiuta la comunicazione fluirà da sé senza particolari problemi, è il "cosa" si comunica a essere problematico oggi, non il "come".

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La comunicazione sui social da parte delle aziende spesso è ancora “timida”, e dunque inefficace, perché non usa pienamente le specificità dello strumento, ma ripiega su paradigmi abituali. Oppure le cose stanno cambiando? Come descriveresti la comunicazione sui social media da parte delle aziende, in particolare del settore energetico?
Più che timida, la comunicazione sui social media è ancora unidirezionale, anche quando ci si sforza di entrare in relazione. Una reale interazione con i propri clienti non è fatta di scambi di contenuti, ma di collaborazione: le aziende oggi dimostrano con ogni singolo atto di non essere interessate a quello che il cliente vuole, ma solo a veicolare il messaggio che a loro interessa passare. A volte quel messaggio incontra i desideri dei clienti, e allora la comunicazione arriva a destinazione, anzi, viene fatta girare dai singoli; ma se questo incontro non c'è si può fare solo alla vecchia maniera, cioè spendere un sacco di soldi (anche sui social media) per ripetere alla nausea un messaggio semplice sperando nel ricordo involontario.​

 

Ci sono esperienze interessanti, efficaci che segnaleresti?
Un esempio in cui sono coinvolta direttamente, ma che mi sembra incarnare lo spirito di collaborazione e interprete della richiesta di cambiamento: il progetto EdisonStart, un premio per aiutare idee innovative a trasformarsi in aziende. http://www.edisonstart.it/

Su un fronte totalmente diverso, da parte di una industry molto resistente al cambiamento, le 24 ore di Happy, il pezzo di Pharrell Williams: http://24hoursofhappy.com/.

Due esempi di come il social media marketing non debba per forza passare dagli ambienti social che sono e restano il palcoscenico delle persone, non delle aziende: il nostro lavoro è dare occasione alle persone di avere voglia di parlare bene di noi e dei nostri prodotti.​

 

 

La foto di Mafe de Baggis è di Gabriele Ferraresi.

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