Nucleare USA. Obama ambientalista pragmatico

Fonti, risparmio, efficienza per l’energia

 di Chicco Testa

La decisione del Presidente USA di concedere garanzie finanziarie per la costruzione di due nuovi reattori nucleari per la produzione di energia elettrica è destinata a cambiare molte cose. Era da più di un ventennio che in quel paese non si costruivano impianti nucleari. Anche se nel frattempo la produzione di energia elettrica da nucleare è andata crescendo, grazie ad una migliore utilizzazione degli impianti e al prolungamento delle ore di  vita utile da 40 a 60 anni.

 

Le garanzie finanziarie concesse, 8 miliardi ora, ma estendibili fino ai 50 circa stanziati nel budget americano di quest’anno, consentono di risolvere un problema. Normalizzare il costo del capitale, più alto per un impianto nucleare rispetto ai suoi competitor a carbone e a gas, in quanto associato ai lunghi tempi di ammortamento delle centrali nucleari. Questo per quanto concerne il merito. Ma è l’importanza della scelta politica fatta da Obama a rivoluzionare molte cose. Il Presidente USA ha infatti inserito la sua scelta nel solco di quella green economy che fa parte del suo programma elettorale. Ed ha dato pienamente ragione al suo Ministro dell’energia, Stephen Chu, che va ripetendo da tempo: “ Il carbone è il mio incubo”.  

Obama ha accompagnato la sua decisione con una serie di dichiarazioni “da manuale”.

Ne riporto qualcuna: “ Io credo che la creazione di lavori verdi sarà il traino della nostra economia per un lungo periodo. Per questo abbiamo destinato un grande ammontare di denaro per l’energia solare, quella eolica, il biodisel e tutte le altre fonti di energia pulita. Nello stesso tempo, sfortunatamente, per quanto velocemente crescano queste fonti avremo un enorme fabbisogno di energia, che non potrà essere soddisfatto da queste fonti. E la domanda è: “ Da dove verrà quest’energia?” L’energia nucleare ha il vantaggio di non emettere gas serra e dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che paesi come la Francia e il Giappone e altri paesi sono stati molto più aggressivi nel ricorrere all’energia nucleare e con molto più successo, senza alcun incidente.  Siamo consapevoli dei problemi legati al combustibile esausto e alla sicurezza, ma siamo fermamente convinti che questa via sia da percorrere se siamo preoccupati per il cambiamento climatico”.

“Il nucleare rimane la maggior fonte di energia che non produce emissioni inquinanti. Una centrale atomica a parità di energia prodotta in un anno è capace di ridurre l’inquinamento di 16 milioni di tonnellate di carbone. Praticamente è come togliere dalla strada 3,5 milioni di automobili. So che i difensori dell’ambiente sono contro il nucleare, ma per prevenire le peggiori conseguenze del cambiamento climatico dobbiamo aumentare i nostri approvvigionamenti nucleari”. E ancora. “Basta con lo stesso vecchio dibattito di sempre fra destra e sinistra, tra ambientalisti e imprenditori. So che ci sono delle opzioni differenti, ma non possiamo permetterci di non fare passi avanti”.

Ambientalismo pragmatico lo ha chiamato qualcuno. Ambientalismo ragionevole, direi io. Che prende atto del fatto che i combustibili fossili (gas e carbone in primo luogo) non solo sono la fonte principale di produzione dell’energia elettrica e contano per il 30% delle emissioni di CO2, ma sono destinati a restarlo per un lungo tempo se la risposta ad essi è affidata alle sole fonti rinnovabili. Infatti, mentre la loro produzione in  termini assoluti cresce, si riduce il loro peso percentuale a causa della crescita ben più rapida del fabbisogno, soddisfatto in massima parte dai combustibili fossili.

Ciò significa che è impossibile escludere l’energia nucleare dal novero delle alternative praticabili.

La scelta di Obama è destinata scompigliare le file dei movimenti ambientalisti. Nella maggior parte di casi ormai dominate da un pensiero “fossilizzato” e un po’ dogmatico. Almeno in materia di energia nucleare. Obama aggiunge invece la sua voce a quella di alcuni autorevoli ambientalisti “eretici”, che da tempo hanno rotto le acque del “politically correct” in materia di nucleare. Mi riferisco a personaggi come James Lovelock,  l’autore della teoria di “Gaia”,  Stweart Brand , autore negli anni ’70 del “Catalogo della Terra”, Patrick Moore, socio fondatore di Greenpeace e dirigente di quella organizzazione per molti anni, Hug Montefiore, fondatore e direttore di Friends of the Earth.  E tanti altri, anche in Italia.

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