Russia. Cresce la produzione di petrolio: un record che non sorprende

Fonti, risparmio, efficienza per l’energia
19 Dicembre 2012

Di Evgeny Utkin

I dati pubblicati da EMP Weekly Market Review ci dicono che la produzione petrolifera della Russia ha raggiunto un nuovo record post-sovietico: a novembre la produzione è salita a 10,50 milioni di barili al giorno. Ma non ci sono dubbi che anche questo record sarà superato a breve.

Infatti, il record assoluto è stato nel 1988, quando la produzione russa è arrivata a 11,41 milioni di barili al giorno. Erano ancora i tempi dell’Unione Sovietica - sarebbe crollata tre anni dopo - e la produzione della Russia rappresentava circa il 90 % della produzione dell’URSS. Con il crollo dell’URSS, anche tutta l’economia della Russia, e di tutti paesi appartenenti a blocco, subì una fortissima crisi. Così forte, che solo pochi anni fa la produzione industriale della Russia si è riassestata sui livelli dell’epoca sovietica. E non si è fermata. Nonostante la crisi attuale, la crescita economica non è rallentata, e si stabilizzata intorno a 4%. Naturalmente con la crescita economica, crescono anche consumi e produzione di petrolio: sono stati avviati nuovi grandi campi, tra cui Vankor, Uvat e Talakan.

Nel 2010 la Russia ha superato l'Arabia Saudita, e si è attestata come il più grande produttore di petrolio al mondo; un risultato che è frutto degli importanti investimenti fatti nel settore a partire dal 2000. Occorre anche ricordare che, a differenza di quanto normalmente accade per i paesi appartenenti all’OPEC, la Russia non ha mai limitato la produzione di petrolio, come strumento per una politica dei prezzi.

Oggi la produzione russa di petrolio più che dalla capacità di estrazione dipende dalla domanda, mondiale e domestica. La produzione è in realtà sufficiente anche per una crescita abbastanza consistente.
La domanda domestica cresce tanto. Vorrei ricordare un fatto curioso: nei tempi sovietici, l’automobile era un oggetto di desiderio e un lusso in Russia, costava come una casa o un appartamento e non si trovava sul mercato libero: per riuscire a comprarla dovevi aspettare qualche anno (anche 10!) mettendoti nelle liste (dalle quali per altro potevi essere escluso per diversi imperscrutabili motivi). La situazione è cambiata solo negli anni 90: in quel periodo, la macchina potevi comprarla liberamente, bastava avere i soldi. Il parco di automobili private è cresciuto da allora in maniera esponenziale, basta vedere le foto delle grandi città russe, come Mosca, dove il traffico supera quello di Roma o Milano. Non solo, il mercato continua ad essere in costante crescita.

Se a questo aggiungiamo la crescita industriale, possiamo dire che la crescita della domanda di petrolio trascinerà anche la crescita della produzione. Per questo credo che presto arriveremo al nuovo record di 11 milioni di barili al giorno, targati “Made in Russia”.

Occorre però spendere qualche parola anche in merito al gas, che ha le dinamiche più complesse. La Russia ha guadagnato il primato mondiale di petrolio, ma ha perso quello di gas. L’anno scorso gli USA hanno superato (anche se di pochissimo, grazie allo shale gas)  la Russia nell’estradizione di gas. Gli Stati Uniti hanno però utilizzato per i consumi interni questa sovraproduzione di gas e la Russia è rimasta il maggior esportatore al mondo di gas. Credo che lo rimarrà a lungo. Non solo, dato che in Europa fa freddo, la Russia ha anche battuto il record giornaliero assoluto (di tutti i tempi): ha portato in Europa oltre 550 milioni metri cubi di gas. Era il 16 dicembre 2012.

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