Energia senza bugie

Green Economy
28 Novembre 2011

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Primo scopo del lavoro di Aper è appunto quello di fare chiarezza su quali sono oggi e quali saranno alla fatidica data del 2020 i costi dell’incentivazione alle fonti rinnovabili: se per quanto riguarda il costo attuale non possono esservi grossi dubbi, sia per la notorietà dei fattori, sia per il lavoro ricognitivo periodicamente svolto da Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas e del Gestore dei Servizi Energetici, la stima dei costi al 2020 lascia maggiori spazi per il confronto. Si badi bene però che tali margini non sono di un’ampiezza tale da poter giustificare la pubblicazione di stime tanto divergenti quanto quelle che, oramai quasi quotidianamente, si leggono sui quotidiani di settore e, negli ultimi tempi, anche sulla stampa generalista.

 

Lo studio cerca di capire, modulando (mediante l’adozione di diversi scenari) il livello di sviluppo delle rinnovabili e il valore degli incentivi futuri, quanto possa essere al 2020 il costo delle politiche di incentivazione, ottenendo risultati assai poco in linea con i numeri che ultimamente circolano sui media.

 

Costi, ma non solo: la vera cifra dell’opportunità dello sviluppo delle fonti rinnovabili la si coglie affiancando agli oneri i benefici. Molti di questi sono tipicamente difficili da sistematizzare: non è facile dare un valore economico al maggior grado di sicurezza degli approvvigionamenti, alla diminuzione dell’emissione di NOx, SOx, polveri sottili, al minor numero di decessi riconducibile a tali agenti, alla diminuzione dei costi connessi alla tutela della salute. Diversi studi, primo tra i quali un impact assessment della Commissione Europea, l’hanno fatto, associando ad uno scenario di sviluppo delle fonti rinnovabili una diminuzione di costi già di per sé più che sufficiente a bilanciare gli oneri dell’incentivazione.

 

Ma in realtà, senza avventurarsi in valutazioni di complessa analisi, sarebbe forse già sufficiente limitarsi a verificare gli effetti sui mercati dell’energia elettrica per trovare un saldo positivo tra costi e benefici delle rinnovabili.

 

In primo luogo, dal 2013 la totalità delle emissioni di CO2 dovrà esser pagata da chi effettua emissioni: aspetto poco reclamizzato, ma che produrrà effetti dirompenti sui prezzi dell’energia, valorizzando il ruolo di produzione carbon free delle fonti rinnovabili e che consentirà ai consumatori di risparmiare diversi miliardi di euro da qui al 2020.

 

Inoltre, si sta affacciando da tempo nella letteratura di settore un filone riguardante il tema del merit order effect, ossia l’influsso che le rinnovabili, produzioni per lo più a costi marginali nulli, hanno sull’abbassamento dei prezzi nei mercati elettrici: tema questa già noto e acclarato nei mercati del Nord Europa, ancora poco affrontato in Italia dove comunque, stima Pöyry, almeno il 20% del futuro valore dei costi di incentivazione potrà essere ripagato mediante la riduzione dei prezzi sui mercati.

 

In definitiva, una discussione seria sull’opportunità di proseguire con lo sviluppo delle rinnovabili e di marciare verso il raggiungimento degli obiettivi al 2020 non possa prescindere dall’analisi di tutti gli elementi di costo e di beneficio: questo è quanto Aper ha fatto con questo dossier, giungendo alla conclusione che il saldo è ampiamente positivo e che, ora più che mai, le rinnovabili rappresentano una formidabile opportunità di sviluppo per il Paese.

 

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