Green italy 2011. Un racconto collettivo

Green Economy
28 Novembre 2011

Allegati:

AnteprimaAllegatoDimensione
Scarica il documento Green Italy 20112.39 MB

Un racconto collettivo fatto di una molteplicità di storie diverse, di aziende che hanno saputo reinventarsi e riconvertirsi, aprendosi a nuovi scenari di ecosostenibilità.

 

In questo senso il modello italiano non si basa sull'incentivazione, al contrario ha una natura bottom up e si nutre dell'esperienza e della capacità imprenditoriale di 6 milioni di imprese che puntano su efficienza, sostenibilità, innovazione, rivitalizzando profondamente la propria proposta al mercato.

 

Per fare qualche esempio concreto, il settore conciario per esempio è passato dall'emergenza ambientale all'efficienza: il 95% delle acque utilizzate nel processo viene depurato, mentre il 75% dei rifiuti viene riutilizzato all'interno dello stesso ciclo conciario o in altre filiere.

 

Il settore cartario ha ridotto di un terzo i consumi energetici, mentre il macero rappresenta la prima fonte di fibre per i prodotti cartari italiani, con una percentuale del 50% sul totale delle materie prime utilizzate. Il distretto di Sassuolo, noto nel mondo per le sue ceramiche, ha la leadership a livello mondiale in termini di environmental footprint, avendo l‟impatto ambientale più basso rispetto a comparti analoghi di altri Paesi.

 

Nel settore del legno e dell'arredamento si sono sviluppate innovazioni nel segno della sostenibilità in tutte le fasi della filiera, le certificazioni forestali che riguardano l'origine stessa dei prodotti in legnosono in grande incremento.

 

Un approccio pervasivo, che trasversalmente attecchisce in tutti i settori, da quello manifatturiero a quello chimico, da quello meccanico a quello tessile, da quello alimentare a quello dell'elettronica, e che appare particolarmente intenso nel Nord Ovest e al Sud. 
Investimenti che pagano se consideriamo che dai dati il 35% delle imprese ha esportato i propri prodotti, contro il 19% delle aziende rimaste a paradigmi precendenti; il 38% ha messo in commercio nuovi prodotti; il 32% ha fatto nuove assunzioni (contro il 20%); il 29% ha cercato nuove tipologie di professionisti altamente qualificati.

Condividi: