I mestieri dell'energia: opportunità e sviluppo

Green Economy
10 Maggio 2013
Safe, Raffaele Chiulli,

a cura di SAFE

Il sistema universitario italiano, nonostante la notevole crescita in termini di numero di iscritti dal secondo dopoguerra in poi, è ad oggi percepito come un canale poco efficace per entrare a fare parte del mondo del lavoro. A un anno dalla laurea specialistica infatti, come sottolinea una recente ricerca condotta dall’Istituto Almalaurea, solo il 57%dei laureati trova lavoro e per oltre la metà dei laureati di secondo livello, le competenze acquisite con la laurea specialistica sono poco (o addirittura per nulla) utili nella propria attività professionale.

Questa realtà, che evidenzia uno scollamento tra la conoscenze dei neo laureati e le richieste ed esigenze delle aziende, si acuisce ancor di più in comparti, come quello energetico, dove il processo di liberalizzazione e la nascita di nuove attività e professionalità ha fatto emergere l’esigenza di trovare dei giovani con una formazione sempre più multidisciplinare e sinergica che possa permettere di cogliere tutte le opportunità derivanti dall’evoluzione del settore e di sviluppare un proficuo dialogo tra le varie realtà coinvolte.

Partendo da queste considerazioni, Safe ha deciso di attivare un osservatorio sui mestieri dell’energia, una piattaforma di incontro e confronto tra esperti di formazione e recruitment che cerca di analizzare e comprendere le dinamiche del settore energetico come ambito di lavoro. Quest’anno il tema delle conoscenze e competenze professionali specificatamente richieste a chi vuole lavorare nell’energia sarà approfondito venerdì 24 maggio, nel corso di un evento organizzato nell’ambito del programma del Festival dell’Energia a Roma.

Safe si occupa ormai da quasi quindici anni di formazione post laurea nel settore energetico-ambientale attraverso la realizzazione, in collaborazione con istituzioni e imprese, di pubblicazioni, convegni ed eventi, ma soprattutto del Master in “Gestione delle Risorse Energetiche”, giunto quest’anno alla quattordicesima edizione.

Il Master rappresenta per i giovani laureati un'opportunità per ampliare le proprie competenze attraverso un programma di formazione originale e multidisciplinare nel campo della ricerca, produzione e gestione delle risorse energetiche. Un percorso formativo che vede nella sua struttura e nell’affidamento delle lezioni a un corpo docenti  formato da manager, tecnici dell’industria, professori universitari e rappresentanti delle Istituzioni, un suo carattere distintivo ed originale mirato a favorire un continuo scambio informativo tra chi partecipa al Master, il mondo accademico, l’industria e le istituzioni.

Con il Master, Safe si propone di formare professionisti che siano in grado di abbinare a solide conoscenze tecniche sul comparto energia e ambiente anche quelle soft skills sempre più apprezzate dalle realtà aziendali quali la capacità di lavorare in gruppo, la lealtà verso se stessi e l’organizzazione presso cui si lavora, l’inventiva e la flessibilità.

Come sottolineato da Raffaele Chiulli, Presidente Safe, nel corso della Cerimonia di Apertura del Master, svoltasi a Roma lo scorso 25 Marzo, soltanto creando competenze e valorizzando il merito sarà possibile rilanciare la competitività del nostro sistema Paese, carente di materie prime e risorse naturali ma storicamente ricco di capacità di innovazione e talento. “Lo sviluppo passa attraverso l’innovazione, ma la spinta all’innovazione non nasce spontaneamente, bensì è il risultato della valorizzazione delle risorse umane”.

L’obiettivo deve essere dunque quello di creare una società che valorizzi le qualità dei singoli, capace di liberare energie, incentivando la ricerca di conoscenze e competenze, in sintesi  una “società di talenti”. Occorre aiutare il sistema Italia a focalizzare investimenti e risorse verso le nuove generazioni e creare un ambiente dinamico, innovativo ed inclusivo, che consenta di coltivare il merito, realizzare i progetti, inseguire i propri sogni.

Questa attenzione verso le nuove generazioni sarà la chiave del rinnovamento se l’Italia non vorrà giocare un ruolo secondario nei nuovi scenari internazionali. La strada è infatti rappresentata dal perseguire l’eccellenza in quei settori chiave in cui è in gioco la conquista di buona parte del vantaggio competitivo del Paese e tra questi rientrano certamente, energia e ambiente.

Condividi: