Idrogeno e celle a combustibile: la mappa italiana.

Innovazione e Ricerca
25 Luglio 2014

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di Angelo Moreno, Enea, e Agnese Bertello, redazione www.festivaldellenergia.it

 

 

Dove va la ricerca europea? Qual è la tecnologia più innovativa su cui puntiamo? Se guardiamo ai contenuti del piano Horizon 2020, non ci sono molti dubbi: La Commissione Europea ha lanciato una prima Piattaforma celle a combustibile e idrogeno nell’ambito del 7° PQ; l'anno scorso dopo aver esaminato i risultati da essa ottenuti ed avendone constatato l'efficacia, il parlamento europeo, su proposta della Commissione ha scelto di  concentrare sforzi e investimenti su idrogeno e celle a combustibile, replicando anche all’interno di questo nuovo programma la Piattaforma e aumentandone ulteriormente il budget. L’obiettivo è di arrivare a mettere presto sul mercato tecnologie e prodotti che hanno superato diverse fasi di test e verifica, in particolare in tema di mobilità. Quello che viene dall’Europa è, insomma, un segnale forte.  

La situazione tra i diversi Stati membri, ciò nonostante, è molto disomogenea. La Germania sta mettendo a punto il secondo Piano nazionale dedicato a questa tecnologia puntando soprattutto sul settore mobility dove le imprese nazionali possono esprimere il massimo delle loro capacità innovative; il primo, della  durata di 10 anni, aveva un valore di circa 1.400.000.000€. La Germania fa sistema e si muove verso un obiettivo comune integrando politiche di sviluppo, politiche ambientali e strategie industriali.

Per l’Italia, ancora una volta, quello dell’idrogeno e delle celle a combustibile sembra essere un treno che vogliamo perdere. Nel nostro Paese ci sono competenze di altissimo livello e aziende che per capacità innovativa, per qualità di prodotto sono in grado di competere a livello internazionale e lo stanno dimostrando. Se vogliamo cogliere l’occasione che queste  tecnologie rappresentano per il nostro Paese, dobbiamo fare sistema. L’iniziativa della Piattaforma italiana Idrogeno e Celle a Combustibile nasce proprio per questo. Gli sforzi compiuti finora, però, procedendo attraverso un approccio bottom up, non sono quasi mai arrivati a coinvolgere le istituzioni nazionali e si sono rivelati infruttuosi.

Per questo l’associazione H2IT propone oggi un duplice approccio, dal basso, chiamando a raccolta tutti coloro che nel nostro Paese sono interessati a uno sviluppo concreto di questa tecnologia, procedendo con una mappatura dettagliata che consenta di avere una visione qualitativa e quantitativa dei portatori di interesse nel campo delle tecnologie dell’idrogeno e delle celle a combustibile, e dall’alto dialogando e coinvolgendo le istituzioni. Un primo passo concreto è stata un’audizione alla decima commissione del Senato, un secondo è stato l’aver ottenuto l’impegno delle regioni più attive a promuovere  il coinvolgimento delle altre regioni italiane per preparare una sorta di position paper su idrogeno e celle a combustibile da inviare al governo. Queste due azioni, la prima volta a  rendere evidente al decisore pubblico italiano ed europeo, la forza e il valore che il settore rappresenta già oggi nel Paese, la seconda volta a mostrare al governo che è forte, a livello di amministrazioni pubbliche, l’interesse per tali tecnologie, così come è forte la domanda, da parte di queste stesse amministrazioni, di poter contare su un quadro nazionale che possa dare forza e consistenza alle iniziative locali in modo da poter generare posti lavoro e ricchezza.

E’ quindi strategicamente importante che l’appello, che abbiamo appena promosso e  che si rivolge a 360° a chi è interessato a questa tematica -  a chi fa ricerca in questo ambito, a chi produce le tecnologie, a chi compra i prodotti, a chi li installa, a chi ne diffonde il messaggio, a chi investe, ecc. - abbia la più ampia e qualificata riposta.
Sarà una buona occasione per costruire delle opportunità di crescita e di sviluppo reali nel paese, puntando con decisione sull’innovazione.

 

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