Innovare verde

Innovazione e Ricerca

di Pierfrancesco Rimbotti, Infrastrutture spa

È difficile prevedere dove si fermerà il tornado di evoluzioni tecnologiche avviato nell'ultimo decennio nel settore energetico. Sicuramente rappresenta una sfida da far accapponare la pelle alle vecchie Società elettriche ed un'opportunità forse paragonabile a quella di Internet per le nuove aziende che si sono avviate. Non vi saranno esclusioni di lotte e battaglie tra i diversi attori, ma per fortuna esse non saranno cruente come quelle combattute per dominare le fonti di petrolio e gas negli ultimi cinquant'anni e i vincitori finali potranno essere i consumatori, i cittadini e quei Paesi che meglio avranno saputo comprendere e adattarsi a questi cambiamenti.

Il buon funzionamento dell'innovazione rappresenta uno tra i principali indicatori di competitività di un Paese. L'innovazione consiste nel portare una nuova idea tecnologica, un nuovo modello di servizio o di business a un utilizzo "industriale" e su larga scala. Ho evidenziato "industriale", perché non si pensi solo al manufacturing: Amazon o e-Bay sono dei fortissimi innovatori pur non essendo industriali del manufacturing in senso "arcaico". In realtà, l'aspetto dell'innovazione e della sua efficacia, non è stato considerato con grande attenzione e competenza in Italia, anche se da tanti anni si dedicano impegno ed investimenti in settori innovativi, nello specifico quello delle energie rinnovabili.

Con queste premesse, per il successo delle aziende e del Paese nel settore delle energie rinnovabili, possiamo individuare due temi centrali: "Accelerazione" e "Specializzazione".

Il settore delle rinnovabili è in vertiginosa crescita e evoluzione in tutto il mondo. La partenza, avviata nel nostro Paese in anticipo rispetto ad altri, è ora rallentata (basti pensare che nei primi tre mesi del 2009 gli Usa hanno installato una potenza eolica pari a quanto realizzato nel nostro Paese in un decennio), oltre che dalla crisi economica, anche da un quadro di riferimento amministrativo e normativo che, anziché semplificarsi, tende a diventare sempre più complesso ed articolato confermando un problema tipicamente italiano che affligge la vera capacità di innovazione: una forte creatività iniziale, spesso con spunti brillanti, frenata poi da un "sistema" limitato che impedisce di mettere a frutto i benefici dell'innovazione. Il freno principale del sistema è la normativa troppo complessa, o a volte, ambigua, in ritardo e con un orizzonte temporale limitato, ma anche i finanziamenti, la scarsa preparazione, ecc.

È quindi oggi essenziale creare i presupposti per una forte accelerazione nei processi di realizzazione, per superare questi ostacoli e non lasciare l'impresa a metà, anche perché è facilmente prevedibile che nel settore delle rinnovabili l'innovazione produrrà risultati estremamente significativi nei prossimi decenni. Per specializzazione intendo la necessità di capire qual è il know-how della propria Azienda e la capacità di costruire su questo, vantaggi competitivi sostenibili. È interessante considerare come ha evidenziato un recente studio del Think Tank "I-com", le due principali voci in attivo nei bilanci delle Aziende Italiane siano le consulenze di tecnici ed esperti e la vendita di studi ed engineering. Ciò significa che tantissimi tecnici italiani estremamente preparati esportano innovazione all'estero e ciò non deve sorprendere.

Ampie statistiche hanno dimostrato che le piccole e medie Imprese sono prevalentemente le più innovatrici e che molte innovazioni riguardano i processi e non necessariamente i prodotti.

Se quindi è importantissimo il lavoro di innovazione sul prodotto (ad esempio quello che si sta sviluppando sulle nanotecnologie fotovoltaiche in Puglia) che però richiede nella fase di industrializzazione grandissimi capitali, è anche vero che l'Italia è storicamente eccellente nell'innovazione del processo, che richiede capitali minori e quindi è più alla portata delle aziende Italiane. Quest'ultimo, quindi, è il fenomeno che va assolutamente incentivato, anche per le ricadute occupazionali sul territorio.

Faccio un esempio: circa 10 anni fa, una nostra Società Infrastrutture S.p.A. si è interrogata sull'opportunità di avviare uno stabilimento per la produzione o l'assemblaggio di turbine. Ebbene, fu deciso di non investire nella produzione di pale eoliche, ma di spostare l'attenzione su elementi di processo, quale ad esempio il sistema proprietario di controllo e gestione degli sviluppi. A dieci anni di distanza, grandi Aziende Internazionali hanno confermato che questo nostro sistema è uno dei migliori al mondo. 
Gli stessi criteri di specializzazione ed accelerazione devono essere applicati anche alle Pubbliche Amministrazioni che si occupano di rinnovabili. Ad esempio, interventi mirati, misure di supporto semplici e durature per aiutare le proprie Aziende, farle crescere, facilitandole nella fase di crescita all'estero. Una semplificazione degli iter burocratici: processi autorizzativi efficaci, rapidi e conclusivi. Anche se ci sono dei segnali di miglioramento in alcune Regioni, il livello internazionale delle sfide che ci attendono come aziende e come Paese saranno tali che il percorso sarà davvero ripido, ma potrà creare grandi opportunità per coloro che sapranno coglierle.

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