Segregazione del carbonio. La città meglio della foresta?

Innovazione e Ricerca
20 Gennaio 2010

di Bruno Carli, CNR

La scoperta che le città contengono per unità di superficie una quantità di carbonio superiore a quella presente nelle foreste sta facendo notizia poiché sembra contraddire il giudizio negativo che si dà alla distruzione delle foreste e alla costruzione delle grandi città. Con l'aumento della temperatura terreste dovuto alle emissioni di gas serra, e fra quest'ultimi in particolare il biossido di carbonio, gli scienziati stanno prendendo in considerazione con crescente interesse le opportunità per immagazzinare il carbonio e per impedire al suo ossido di diffondersi in atmosfera.

Si stanno sviluppando tecniche di segregazione del carbonio in depositi artificiali, ma si pensa anche a quali procedure di gestione ambientale possono mantenere ed eventualmente favorire l'accumulo del carbonio nei depositi naturali.Le foreste sono un tipico esempio di un deposito naturale, dove una grande quantità di carbonio è immagazzinata nel materiale organico. Altri importanti depositi naturali sono i combustibili fossili, il carbonio disciolto negli oceani e i residui carboniosi presenti nel terreno. Nel momento in cui i combustibili fossili sono utilizzati (e ossidati) per generare energia diventa importante rendere più efficiente e almeno non distruggere (e ossidare) gli altri depositi. A questo proposito la conservazione delle foreste tropicali, che sono considerate uno dei più importanti depositi naturali, è diventata il simbolo della prevenzione che si dovrebbe attuare.

n un articolo del "National Geographic News", apparso lo scorso 8 settembre, e ripreso da "La Repubblica", si riferisce dei risultati di uno studio svolto da Galina Churkina del Leibniz Centre for Agricultural Landscape Research in Germania, in cui si evidenzia come nelle città si immagazzini una quantità di carbonio superiore a quella presente nelle foreste tropicali. Questo confronto che indica la città, simbolo del degrado ambientale, come più efficiente della foresta, simbolo della conservazione ambientale, non deve ne sorprenderci ne farci cambiare i nostri giudizi.

Non ci deve sorprendere perché nella città si fa un grande uso di materiale organico, proveniente dalla materia vivente e ricco di carbonio, che noi utilizziamo sotto forma di cibo, legno, carta, gomma, tessuti naturali (fra l'altro è importante ricordare che nei calcoli di Galina Churkina si prende in considerazione solo il carbonio organico e si considera separatamente il carbonio fossile presente nelle plastiche, nei prodotti chimici e nei carburanti).
Non ci fa cambiare il nostro giudizio sul rischio di degrado ambientale posto dalle grandi città e sull'importanza di conservare le foreste tropicali perché la virtuosità ecologica sta nell'essere parte di un sistema che previene la diffusione del carbonio in atmosfera e non semplicemente nel contenerne tanto. Per esempio, gli oceani sono virtuosi perché contengono molto carbonio dopo averlo sottratto all'atmosfera. Le foreste non contribuiscono in modo significativo a sottrarre ulteriore carbonio dall'atmosfera, ma garantiscono, se non disturbate, di poter mantenere costante il loro contenuto di materia organica e non disperderla in atmosfera per tempi confrontabili a quelli della loro esistenza. Le città contengono molto carbonio perché sono centri di utilizzo di materia organica. I centri di utilizzo non hanno direttamente sottratto il carbonio all'atmosfera, lo hanno piuttosto accumulato raccogliendolo dai luoghi dove la sottrazione è avvenuta, e con l'obiettivo dell'utilizzo non danno garanzie di segregazione per tempi lunghi. Parte dei materiali sono utilizzati, ossidati e restituiti all'atmosfera in tempi brevi. Tempi più lunghi di segregazione possono essere ottenuti dalle discariche, ma, anche in quest'ultime, gran parte del carbonio è poi destinato ad essere restituito all'atmosfera.

Il risultato ottenuto da Galina Churkina è importante perché evidenzia come nel calcolo dei depositi di carbonio sia necessario prendere in considerazione anche le città che con la loro crescente estensione danno un contributo sempre più significativo. E' anche importante perché evidenzia l'opportunità di migliorare l'efficacia e la durata della segregazione del carbonio nelle città qualora si tenga conto di questa esigenza nelle politiche per la gestione del territorio cittadino.

È invece assolutamente sbagliato (errore che vedremo sicuramente nelle notizie riferite dalla stampa) interpretare questo risultato come la verifica che le città sono meglio dei boschi per la tutela dell'ambiente e la prevenzione del riscaldamento globale. Sarebbe come sostenere che dobbiamo distruggere i campi di grano per costruire dei silos, perché quest'ultimi contengono più grano dei campi. Servono entrambi nella giusta misura.

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