Accesso all'energia e diritti

Scenari globali
30 Aprile 2014

di Emanuela Colombo, delegato del Rettore del Politecnico di Milano per la cooperazione e lo sviluppo

 

 

La questione energetica è una questione complessa le cui implicazioni riguardano tanto lo sviluppo socio-economico delle società, quanto l’ambiente e la sua preservazione e hanno una valenza sempre più globale coinvolgendo sia i paesi industrializzati, sia i paesi emergenti e a economia critica.

Il programma SE4ALL (Sustainable Energy for All), avviato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite continua a tenere alta l’attenzione sul tema e costituisce un cappello sotto il quale si declinano i tre temi centrali di questa sfida: accesso all’energia, efficienza energetica, energie rinnovabili.

In generale i paesi a basso reddito sono certamente più coinvolti sul primo tema perché vivono principalmente un problema di povertà energetica. Le economie a medio reddito e in crescita sono focalizzate sul secondo e sono chiamate a migliorare l’efficienza del proprio sistema energetico. I paesi ad alto reddito, che hanno già raggiunto buoni livelli tecnologici, mirano oggi a rafforzare, ove conveniente e fattibile, la penetrazione delle rinnovabili nel rispettivo mix energetico. Nonostante questa macro-aggregazione semplificata sia oggi ancora piuttosto veritiera, occorre sottolineare che le differenze tra i paesi diventano, nel mondo globale, sempre meno marcate; così, ad esempio, anche l’Europa oggi deve affrontare un problema di povertà energetica che affligge oltre 50 milioni di abitanti e che si presenta come un altro volto di un problema sociale legato alla gestione equa delle risorse. La sfida energetica oggi non è più dunque un problema di sola tecnologia.

Grande rilevanza è data al tema dell’accesso all’energia perché esiste un legame inscindibile tra energia e sviluppo.

Lo fa intuire la nostra vita, quotidianamente pervasa dal consumo di diverse fonti energetiche, per i trasporti, il lavoro, il tempo libero, la salute, la cura della persona, l’educazione e la cultura. Lo prova la storia dell’uomo dove i più significativi passi evolutivi e i principali cambiamenti socio-economici sono sempre stati associati alla scoperta, o meglio alla capacità acquisita di fare uso di fonti energetiche. Lo conferma la grande attenzione che il tema Energia sta riscuotendo nei dibattiti internazionali sullo sviluppo sostenibile incentrati sul comune obiettivo di identificare e promuovere un “sistema energetico sostenibile per tutti”.

Vivere in un paese a basso reddito, senza un adeguato accesso all’energia, rende più complesso depurare e sanificare le acque, conservare i farmaci e far funzionare gli ospedali, migliorare la produzione agricola e supportare la filiera agroalimentare, incrementare le opportunità di scolarizzazione e di educazione e accedere al mondo dell’informazione e della comunicazione.

Vivere in un paese ad alto reddito, ma poter permettersi un adeguato benessere energetico  può causare, per le categorie interessate, una riduzione della qualità di vita, influire su alcune patologie fisiche, sui livelli nutrizionali per i bambini, sulla salute psicologica e sulle capacità di sviluppare e consolidare relazioni sociali.

La mancanza di accesso all’energia è una con-causa del “development divide” che impedisce di rompere il ciclo della povertà e di perseguire efficacemente sia gli Obiettivi del Millennio focalizzati sui paesi in via di sviluppo sia gli ormai prossimi Obiettivi di Sviluppo sostenibile che guideranno l’agenda “post 2015” delle Nazioni Unite e che avranno, a differenza dei precedenti, una declinazione più globale.

Dal Nord al Sud del mondo la disponibilità energetica pur non essendo condizione sufficiente è condizione necessaria per l’uomo nel suo percorso di sviluppo integrale e per la società nel suo corrispettivo sviluppo socio-economico. L’accesso all’energia è dunque assimilabile a un diritto strumentale, fine intermedio per lo sviluppo dell’essere umano e della società nel suo insieme.

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