Basilicata: il Texas dell'Italia?

Scenari globali
16 Gennaio 2014

"The impoverished region of Basilicata, in the instep of the Italian boot, has long been called the Texas of Italy for oil reserves so abundant that crude bubbles out of natural springs. For years, though, local governments have hindered production amid complaints that the region wasn't getting its fair share of the rewards and worries about potential harm to its tourism industry and the environment."

Apre così l'articolo del Wall Street Journal uscito il 12 gennaio scorso. Una regione povera, una ricchezza immensa e non sfruttata, un Paese che importa gas, petrolio, energia, e che per la quantità di riserve di cui dispone (1,4 miliardi di barili) è terzo in Europa dopo Norvegia e Regno Unito. 

Dietro questo spreco, dice il quotidiano, c'è la difficoltà da parte del Governo a trovare un accordo con i territori e le istituzioni locali che da anni si oppongono con forza ai progetti: al centro del dibattito non solo il tema ambientale, le conseguenze sul turismo, ma soprattutto la questione delle royalties. "Ora che ai governi locali e alla Regione è stato promesso di partecipare in larga misura alla condivisione degli utili, il governo spera di smorzare l'opposizione a nuove trivellazioni".

Per il Governo gli obiettivi sono chiari: raddoppiare la produzione e ridurre le importazioni energetiche di circa un quarto entro il 2020. Un'occasione importante, per un governo "affamato di entrate, a caccia disperati di nuovi posti di lavoro e di politiche che sconfiggano la recessione".

La questione è una delle più delicate per lo sviluppo del nostro Paese (se ne è parlato recentemente al convegno "Informare per decidere" svoltosi presso l'Università di Teramo) e se certamente è importante ridefinire in maniera equilibrata la distribuzione dei proventi finanziari che derivano dallo sfruttamento delle risorse, e il loro utilizzo sul territorio, è ingenuo pensare che sia  l'unico elemento in discussione. Come per il caso TAV, la questione dello sfruttamento delle risorse petrolifere in Basilicata sta assumendo una connotazione molto più ampia e sta acquisendo significati di protesta che travalicano quelli direttamente collegati agli specifici progetti. Una deriva che può essere evitata. Serve però una scelta, serve che questa scelta venga portata avanti con derteminazione politica affrontando in maniera trasparente, tempestiva, completa il tema con il territorio e con l'opinione pubblica a livello nazionale. 

 

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