Elezioni 2013. Quanto conta l'energia?

Scenari globali
18 Febbraio 2013

Allegati:

AnteprimaAllegatoDimensione
PDL.pdf1.04 MB
M5S.pdf810.83 KB
Rivoluzione_civile.pdf671.23 KB
SEL (energia p.33).pdf327.42 KB
Scelta_Civica.pdf69.51 KB
L'Italia giusta. PD1.03 MB
Fare per Fermare il Declino.pdf11.21 KB

di Emilia Blanchetti, vice presidente Aris e coordinamento scientifico Festival dell'Energia

Ad un passo dalla consultazione proviamo a fare un rapido excursus dei programmi elettorali per quello che riguarda il settore energetico. Un comparto strategico, che ha le potenzialità per fare la differenza nella ripresa dell’economia italiana, un ambito al quale i politici dovrebbero guardare con enorme attenzione, per le implicazioni economiche, produttive, sociali, ambientali e finanziarie che lo stesso comporta.

Il Governo tecnico ha tentato di delineare alcuni obiettivi sul futuro energetico del nostro Paese, individuandoli in energia più competitiva, maggiore sicurezza e indipendenza di approvvigionamento, standard di qualità e attenzione all’ambiente.Sicuramente un approccio meritorio, dopo che il Paese da vent’anni non ha un piano energetico. La Strategia Energetica Nazionale, presentata in bozza lo scorso aprile dal Ministro Passera, ha evidenziato prospettive in cui gas naturale e fonti rinnovabili costituiranno le energie di punta nel futuro panorama italiano, puntando su crescita sostenibile e competitività delle imprese. Alla presentazione è seguita una lunga fase di consultazione pubblica, che ha visto associazioni, imprese, organizzazioni e semplici cittadini cimentarsi in commenti, suggerimenti, emendamenti e critiche al documento. Il risultato, alla fine, pare aver deluso tutti. In particolare, le critiche principali riguardano l’orizzonte temporale, troppo breve per un settore in cui scelte e investimenti vanno fatti sul lunghissimo periodo; la mancata definizione di quanto carbone (e con quale tecnologia) o quanto petrolio è desiderabile mantenere nel mix energetico; quale ruolo sarebbe eventualmente da considerare per il nucleare del futuro; quanto gas e quante FER ci consentiranno, posto che siano fatti tutti gli sforzi necessari in termini di efficienza energetica, di ritrovare la competitività che serve per ripartire; quali incentivi dovranno sostenere lo sviluppo delle FER;con quali regole superare il conflitto di competenze istituzionali nei processi autorizzativi; quali strategie adottare per diffondere e far conoscere le problematiche e le possibili soluzioni legate al settore energetico.  A queste domande la SEN non ha dato risposte chiare. Vediamo cosa propongono ora alcuni candidati. Riportiamo una brevissima sintesi delle tematiche energetiche espresse in alcuni dei programmi elettorali (trovate il dettaglio del programma in allegato), che non commentiamo.

Partiamo dal PD. Il programma di Bersani non prevede un capitolo specifico sull’energia, il tema rientra nei punti per lo sviluppo e per l’ambiente, in particolare si parla di economia verde con lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili e con la riqualificazione degli immobili, per rivitalizzare l’edilizia senza consumare territorio.

La Lega mette al centro il contrasto al cambiamento climatico e il sostegno alle rinnovabili. Motivando tale indirizzo con la necessità di ridurre la dipendenza dall’estero e diminuire i costi energetici, oltre che di tutelare l’ambiente. Inoltre naturalmente si fa riferimento al federalismo energetico regionale come passo autonomista in ordine alla possibilità di realizzare le opere e le infrastrutture ritenute più opportune per ogni specifica area.

Il piano di M5S punta principalmente alla riduzione dei consumi energetici per il riscaldamento, con una serie di proposte abbastanza precise. Poi guarda all’efficienza e alla riduzione degli sprechi come unica energia possibile per far fronte ad un aumento dei consumi, quindi no alla costruzione di altri impianti. Incentivazione alla generazione distribuita e alla microgenerazione, da sempre cavalli di battaglia di Grillo, eliminazione degli incentivi all’energia prodotta dai rifiuti, incremento di biocombustibili e FER completano il programma.

Per il PDL i temi chiave sono sviluppo delle FER e della rete, diminuzione delle accise, maggiore concorrenza, riduzione dei consumi e sviluppo smartgrid. Non si rilevano proposte precise per raggiungere tali obiettivi.

Per Rivoluzione Civile di Ingroia le strategie energetiche rientrano nei punti per l’ambiente: ridurre il consumo delle risorse e del territorio, impedire la privatizzazione dei beni comuni, come l’acqua, incentivare il risparmio energetico, lo sviluppo delle FER e la mobilità sostenibile.

Monti con Scelta Civica punta ovviamente alla continuità con le scelte del governo tecnico: revisione degli incentivi per le rinnovabili, efficienza energetica, estrazione di idrocarburi, mercato del gas, liberalizzazione del mercato all’ingrosso dei carburanti  e della distribuzione. Si riprendono i temi chiave della SEN: crescita sostenibile e ruolo di hub del gas nel Mediterraneo per l’Italia. E si fa diretto riferimento alla revisione del Titolo V della Costituzione per riportare allo Stato le decisioni in materia di infrastrutture energetiche, introducendo il concetto di Dibattito Pubblico, sulla scorta delle esperienze di altri paesi europei.

Il programma di Oscar Giannino con Fare per Fermare il Declino è molto preciso in materia energetica, e prevede proposte circostanziate per i vari obiettivi: ridurre i prezzi dell’energia per imprese e famiglie, rendere concorrenziali i mercati all’ingrosso di elettricità, gas e carburanti, sviluppare i mercati al dettaglio, favorendo la concorrenza ma tutelando i consumatori, privatizzare le imprese pubbliche energetiche nazionali e locali, dare certezza e uniformità negli iter e nei criteri di giudizio autorizzativi per nuovi impianti e infrastrutture, razionalizzare l’incentivazione alle rinnovabili, sostenere l’efficienza energetica.

Per completare il quadro segnaliamo anche un’interessante servizio di Le Scienze, pubblicato qualche giorno fa, con una serie di domande su scienza e ricerca poste ai principali leader politici, e con le loro risposte, quando sono arrivate…

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