Energiewendé: la transizione energetica alla francese

Scenari globali
25 Luglio 2014

Tocca a Ségolène Royal presentare uno dei disegni di legge più importanti del nuovo governo francese: il ministro dell’ambiente e dello sviluppo durevole il 18 giugno scorso ha presentato la bozza del piano sulla transizione energetica della Francia; una road map che si distende su un periodo di 5 anni e uno dopo l’altro tocca tutti i punti strategici. dal nucleare all’efficientamento degli edifici.

 

Con un obiettivo fondamentale - ridurre il costo della bolletta - e alcuni target decisamente impegnativi. Nel 2050 la Francia che questa legge prefigura dovrebbe consumare il 50% di energia in meno e aver ridotto le emissioni del 75%.  Ai target ci si arriva per tappe e per gradi, integrando interventi diversi, a cominciare dal nucleare, su cui si concentrano le polemiche.

Se il passo lo impone l’Energiewende tedesca, l’allure francese non tiene il ritmo: la riforma Royal sembra alla maggior parte degli ambientalisti francesi alquanto timida. Se da parte tedesca c’è una progressione verso la chiusura totale delle centrali nucleare, sul fronte francese si parla di una prima riduzione al 2025 dal 75 al 50% dell’apporto del nucleare al fabbisogno energetico del paese. Soprattutto, sottolineano gli ambientalisti, il disegno di legge non parla in nessun modo della chiusura di alcune centrali, in particolare quella di Fassenheim, né modifica la durata in esercizio delle altre centrali attive. Insomma, un approccio troppo timido e poco concreto.

 

A parità di domanda, cosa potrebbe riempire il vuoto lasciato dal nucleare? La legge prevede un  incremento del contributo delle rinnovabili per la produzione di energia elettrica pari al 40% entro il 2030. Idroelettrico, biomasse, eolico, in particolare offshore, ma anche biogas… Il piano, opportunamente, non tralascia le rinnovabili termiche e raddoppia il Fonds chaleur: il fondo è gestito dall’Agenzia per l’Ambiente e la gestione energetica (ADEME) che ogni anno sostiene con finanziamenti per 220 milioni di euro i progetti di questo tipo.

 

Un ambito su cui il piano francese spinge decisamente sull’acceleratore è quello dell’auto elettrica. Il piano prevede la creazione di 7 milioni di punti di ricarica entro il 2030 e di rendere stabile il bonus per l’acquisto di un veicolo elettrico (bonus che potrebbe arrivare fino a 10.000 euro con la consegna dell’auto usata). Già questa estate dovrebbero essere operativi i primi 10.000 punti di ricarica. Per sostenere i progetti relativi alla mobilità sostenibile dei comuni sono inoltri previsti dei finanziamenti specifici per un totale di 5 miliardi di euro.

 

Interventi riguardano anche l’efficientamento degli edifici per il quale si prevedono delle agevolazioni fiscali a copertura del 30% dei lavori svolti entro il dicembre del 2015.

Un disegno complessivo che non dispiace in linea di principio all’opinione pubblica che però si interroga sulla copertura finanziaria di questo progetto e dunque sulla reale possibilità di attuarlo. Il progetto di legge definitivo, che dovrebbe chiarire anche e soprattutto questi aspetti e tenere conto dell'esito delle consultazioni con la società civile, sarà presentato al consiglio dei ministri a fine luglio. 

Condividi: