Hollande lancia il Cantiere per la Democrazia partecipativa

Scenari globali
18 Dicembre 2014

Discorso di François Hollande, Presidente della Repubblica francese, durante la III Conferenza Ambientale a Parigi.
(Traduzione e sintesi a cura della redazione)

 

"Stiamo affrontando un periodo di transizione energetica, economica, industriale ed ecologica. Ma per riuscire a compiere questa mutazione, è necessario essere esigenti sul piano della democrazia. Voglio parlare subito del dramma di Sivens. La morte di un giovane di 21 anni, militante della causa ambientalista, nel quadro di una manifestazione, è un dramma per la sua famiglia, è un dramma per la Nazione. Ho promesso, insieme al Primo ministro, che la verità sarà portata alla luce pere conosceremo tutte le circostanze di questa tragedia.  (...)

Il progetto della diga è rimesso in discussione. Ricordo che si tratta di un progetto locale e che lo Stato non ha alcuna responsabilità in queste scelte. Ciò nonostante, il Ministro e il Primo ministro hanno voluto che degli esperti venissero messi a disposizione degli amministratori locali.

Il progetto di questa diga ha sostenitori e detrattori e oggi ci troviamo nella necessità di fare una scelta. Per scegliere, dobbiamo essere coscienti dei limiti che esistono oggi nel dibattito democratico. Come è possibile che un progetto infrastrutturale poposto da responsabili politici locali che hanno a cuore il loro territorio sia oggetto di moti di contestazione così violenti? Come è possibile che altrove, altri progetti, non sollevino invece difficoltà e vengano realizzati con il consenso dei cittadini? Che cosa fa sì che in un caso ci sia uno stallo e altrove invece una piena realizzazione? La questione in gioco è quella del dibattito pubblico. 

Il dibattito pubblico è il solo modo di garantire trasparenza e responsabilità, la protezione dell'ambiente e la  la realizzazione di progetti di sviluppo economico. (...)

Ma Sivens impone che si facciono dei progressi ulteriori anche nelle forme della partecipazione dei cittadini nell’elaborazione della decisione pubblica. Ed è questo che decideremo. Deve essere fatto utto ciò che è possibile affinché, per ogni grande progetto, tutti i punti di vista siano considerati, tutte le alternative siano prese in considerazione, tutti gli interessi in gioco siano valutati, ma che allo stesso tempo l’interesse generale possa essere promosso. Perché c'è un interesse generale. Non c'è solo la somma degli interessi particolari. 

Dobbiamo rafforzare le procedure, senza appesantirle; assicurare la trasparenza senza allungare i tempi e fare in modo che le autorità cui spetta la decisione possano farlo in assoluta trasparenza e indipendenza. Ho chiesto al Governo di avviare un "Cantiere per la democrazia partecipativa" in modo che per quanto riguarda le grandi opere noi si possano avere tutte le garanzie e che non possano più esserci contestazioni che si manifestano con forme inaccettabili di violenza, perché la violenza è sempre inaccettabile.

Saranno coinvolti tutti i portatori di interessi e lo stesso Consiglio Nazionale per la Transizione Energetica sarà coinvolto in questa riflessione. Questa missione, in cui il Governo si impegna, dovrà entro 6 mesi giungere a formulare delle proposte che saranno poi implementate. (...) Dobbiamo andare oltre nella ricerca sugli impatti ambientali delle opere, consentire le compensazioni, andare oltre anche per quanto riguarda la semplificazione delle procedure. (...)

È una questione di rispetto per i cittadini ma anche per gli impenditori e gli attori economici. Dobbiamo esplorare dei nuovi modi di coinvolgere i cittadini nelle decisioni che li riguarano, nuovi modi di comunicare, di spiegare, di ascoltare e dialogare. Le nuove tecnologie possono aiutarci. (...)

Allo stesso tempo dobbiamo migliorare il livello di informazione dei cittadini: tutti gli anni migliaia di studi di impatto sono realizzati. Penso che il nostro paese detenga un record da questo punto di vista,. Questa ricchezza è nascosta, non sfruttata né dalla comunità scientifica né accessibile ai cittadini. Propongo quindi la creazione di un Database pubblico, gratuito e aperto, nel quale siano raccolti e classificati tutte le informazioni in materia di ambiente e biodiversità. I nostri atlanti, i nostri inventari, tutto ciò che conosciamo: niente deve essere tenuto nascosto. Questa trasparenza è la prima condizione per una democrazia partecipativa. (...)

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