L'energia: un bene di tutti

Scenari globali
25 Maggio 2015

Intervista ad Emilia Blanchetti, vice presidente Aris
di Francesca Sapuppo

L'intervista è stata pubblicata su Ferpi.it

 

Questa è l'ottava edizione del Festival dell'Energia. Cos'è cambiato rispetto al 2008?
Sono cambiate tantissime cose, direi che è cambiato il mondo! Innanzitutto sono cambiati gli investimenti delle imprese rispetto a progetti di sistema come questo, che hanno l’obiettivo di individuare temi e istanze comuni sotto il profilo della comunicazione e della divulgazione e di creare momenti di dibattito pubblico e di confronto di mercato attraverso il sostegno e la partecipazione trasversale di una pluralità di operatori. Se nel 2008, quando siamo partiti, riuscivamo a raccogliere budget di respiro importante, che consentivano di costruire eventi di forte impatto mediatico, oggi bisogna fare i conti con budget risicati e investimenti minimi, che impongono economie difficili da conciliare con gli obiettivi di comunicazione su larga scala. Ma non è che le aziende abbiano smesso di credere nell’efficacia di queste operazioni, tanto che nel tempo il numero dei nostri sponsor non è affatto diminuito, la verità come sappiamo tutti è che gli investimenti in comunicazione, divulgazione e cultura sono stati ridotti all’osso, e dunque bisogna fare uno sforzo ancora maggiore sui contenuti, sulle relazioni, sulle sinergie per ottenere comunque visibilità e consenso e per dare respiro e diffusione a temi che sono strategici per il sistema paese e per ogni singolo cittadino. Più nello specifico del settore energetico i cambiamenti sono stati vere e proprie rivoluzioni: dalla impressionante riduzione dei consumi, dovuta purtroppo alla crisi economica e non certo a interventi di efficienza energetica, alla riduzione degli incentivi sullo sviluppo delle rinnovabili, dall’introduzione di sistemi di micro-cogenerazione e generazione distribuita agli obiettivi sempre più pressanti dal punto di vista dell’efficienza energetica per finire con la potenziale eliminazione del regime di maggior tutela, il mercato energetico oggi non ha più nulla a che vedere anche solo con quello del 2013, per non parlare degli anni precedenti.

 

Il Festival quest’anno è strettamente legato ad Expo, essendo inserito fra gli eventi di Expo in Città. Quali i motivi di questa scelta?
L’energia è strettamente connessa al tema della distribuzione delle risorse sul pianeta e ha un peso fondamentale nell’evoluzione e nelle trasformazioni legate all’agricoltura e all’alimentazione. Oggi un miliardo di persone sul pianeta non ha accesso all’energia, e un altro miliardo ha un accesso incerto e discontinuo. Questo impatta decisamente anche sul tema della disponibilità di risorse idriche e alimentari e sulla sicurezza e salubrità dei sistemi di riscaldamento e di cooking. Non è un tema che riguarda solo le economie più instabili, ma investe tutti noi. Accesso all’energia e distribuzione equa delle risorse sono questioni inscindibilmente correlate. Non solo, ma l’utilizzo di risorse alimentari per la produzione energetica (biocombustibili) ha un effetto diretto sullo sviluppo delle colture, e bisogna fare in modo che la ricerca e l’innovazione agiscano per incrementare la produzione di energia da fonti naturali senza però minacciare gli equilibri economici e socio politici legati alle produzioni agricole. Infine energia vuol dire sistemi di coltura avanzati e sostenibili anche economicamente, e quindi vuol dire più acqua e più raccolti per un numero sempre maggiore di persone. Direi che non si può parlare di energia a livello globale senza toccare il tema della cooperazione, dell’accesso equo alle risorse e del cibo.

Come viene percepito dal comune cittadino il tema dell’energia?
L’energia è uscita da tempo dagli ambiti ristretti degli addetti ai lavori e sempre più impatta sulle scelte e sulla quotidianità di ciascuno di noi. Sia sotto un profilo di individuale sensibilità ai temi della sostenibilità e della protezione dell’ambiente e della salute, basti pensare alle enormi e diffuse preoccupazioni legate al surriscaldamento climatico e allo spreco di energia, e sia da un punto di vista di scelta consapevole da parte dei consumatori: la liberalizzazione del mercato elettrico e la potenziale eliminazione del regime di maggior tutela mettono ciascuno di noi nella posizione di scegliere il proprio fornitore di energia. E sarà sempre più una scelta che non ha tanto a che vedere con la migliore offerta sul mercato (l’energia ha prezzi regolati da un’autorità) quanto piuttosto con la complessità e il valore dei servizi aggiuntivi che i singoli operatori renderanno disponibili: ricariche per auto elettriche, servizi informativi tramite app e wifi, contatori intelligenti, servizi di monitoraggio costante dei propri consumi energetici, eccetera. Infatti proprio su questi temi si gioca la partita della comunicazione da parte degli operatori del settore.

 

Come è possibile conciliare gli interessi dei molteplici stakeholder del settore energetico senza perdere di vista competitività e sostenibilità?
Questa è proprio la sfida cruciale per i prossimi anni. “Energia per il pianeta terra” è il titolo generale dell’edizione 2015 del Festival dell’Energia. E il sommario del convegno inaugurale recita “La difficile sintesi tra tutela dell’ambiente e diritto alla modernità in una sfida che è sempre più globale ma che deve trovare soluzioni durevoli per ogni territorio: energia e futuro per un Paese in trasformazione”. Conciliare sostenibilità ambientale con sostenibilità economica e sociale significa prima di tutto chiarirsi le idee sul fatto che non esiste “una” soluzione e soprattutto non esiste “una soluzione uguale per tutti”. Deve esserci piuttosto la capacità, in primis da parte di chi governa il territorio, sia a livello locale e sia a livello nazionale, di individuare quel mix di strategie e di soluzioni che possano consentire lo sviluppo di economia e produttività senza venir meno alla vocazione di ogni territorio e alla sua storia imprenditoriale e sociale. Il dibattito sterile sulla fonte energetica migliore non porta da nessuna parte.

 

Qual è il valore della comunicazione per il settore energetico?
È un valore fondamentale. Come accennavo prima, il cittadino, l’impresa, la pubblica amministrazione si aspettano sempre di più un approccio consulenziale da parte del proprio fornitore di energia. Una capacità di andare oltre la fornitura del Kilowatt per offrire servizi, progettazione, consulenza, gestione del risparmio energetico, informazione trasparente e capacità di ascolto. Le imprese energetiche lo sanno  molto bene e infatti comunicano in maniera sempre più personalizzata e coinvolgente, facendo informazione e non propaganda e utilizzando in maniera sempre più strutturata ed efficace la rete e i social media. 

 

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