Più mercato e più energia per la ripresa economica

Scenari globali
28 Aprile 2014
Chicco Testa, Assoelettrica

di Chicco Testa, Presidente Assoelettrica

 

Una riforma del mercato elettrico non può attendere. Sappiamo che i paradigmi del settore sono profondamente mutati: generazione diffusa, fonti rinnovabili, nuova domanda di utilizzo dell'elettricità; sappiamo che le reti non sono più una piramide che dalla centrale eroga energia alla periferia ma che stanno diventando un sistema complesso dove produzione e utilizzo si sovrappongono. Servono dunque nuovi strumenti e una nuova governance. E non si può che partire da un’analisi chiara degli elementi chiave che caratterizzano la situazione.

Per questo, mi sembra necessario cominciare con il ricordare che il mercato elettrico italiano è sottoposto a un quotidiano e stringente monitoraggio da parte dell’Autorità, che ne regola minuziosamente ogni meccanismo e funzione. Insomma: niente di meno anarchico e speculativo.

 

La seconda osservazione riguarda il suo stato di salute attuale: il mercato libero dell’energia è vivo e competitivo. Nel settore elettrico abbiamo 9 milioni di clienti e più di 300 operatori, un cliente elettrico su quattro ha scelto il mercato libero ed il numero di coloro che passano dalla  “maggior tutela” alla libera scelta del fornitore cresce ogni anno, così come accade nei paesi europei più dinamici.

 

La terza riguarda i clienti: i consumatori apprezzano i vantaggi offerti dal mercato. Il fatto stesso di poter scegliere fornitore costituisce un valore, così come la possibilità di cambiare idea liberamente e quante volte si vuole. Si tratta di un vantaggio che il prezzo del chilowattora non è in grado di rappresentare pienamente e che si somma al vantaggio economico.

 

La piena liberalizzazione del mercato elettrico rappresenta, secondo me, una sfida importante anche per il mondo consumeristico. Il moderno consumerismo vive e si rafforza nel mercato. Perché il mercato ha bisogno di consumatori consapevoli e responsabili, di capacità di orientamento e di contrattazione, che solo robuste e aperte associazioni di consumatori possono offrire. Penso alla capacità per esempio di stimolare ulteriormente la concorrenza fra i diversi operatori comparando seriamente le diverse offerte e offrendo suggerimenti alle diverse categorie di utenti; alla formazioni di gruppi di acquisto che negozino con i fornitori in base alle reali curve di domanda; alla vigilanza sulle pratiche scorrette e sulle clausole contrattuali inique, che aiuterebbe ad espellere dal mercato chi non rispetta i codici di buon comportamento; all’interlocuzione con le Autorità competenti per migliorare la regolazione dei mercati.

 

O vogliamo tornare a quando c’era una sola bolletta uguale per tutti, un solo ente erogatore e nessuna possibilità di scelta per il consumatore? 

 

Condividi: