RhOME for DenCity. Il progetto italiano in gara a Solar Decathlon

Scenari globali
22 Maggio 2013

Intervista a Gabriele Bellingeri
Professore associato di tecnologia dell'architettura Università Roma 3, architetto, coordinatore strategie energetiche e costruttive, Team Med in Italy  Solar Decathlon Europe 2012, Team RhOME  Solar Decathlon Europe 2014

 

In cosa consiste il progetto RhOME FOR DenCity che candiderete a Parigi?
Il progetto che il nostro team porterà in concorso per il Solar Decathlon 2014 consiste in un edificio multipiano in legno, pensato per la densificazione delle periferie delle grandi città italiane, aree che spesso convivono con siti archeologici di grande valore storico e che necessitano di interventi "leggeri". Lo scopo è quello di concepire una costruzione in grado di garantire la massima efficienza del sistema edificio-impianto sia in regime invernale sia, ancor di più, in regime estivo. Non bisogna dimenticare che il nostro obiettivo è quello di raggiungere la massima efficienza energetica in condizioni climatiche di tipo mediterraneo, quelle cioè che alternano inverni relativamente miti con estati sempre più calde. Per questo metteremo in campo alcune strategie già sperimentate con successo con il prototipo che abbiamo portato a Madrid nel 2012 e alcune idee nuove. 

 

A chi si rivolge il progetto?
Il progetto prevede una tipologia di edificio con tagli da 45 a 60 mq con un buon livello di flessibilità. I sistemi di prefabbricazione che stiamo studiando dovrebbero essere in grado di produrre case con alto livello di comfort, bilancio energetico zero e costi leggermente al di sotto di quelli del mercato attuale, in modo da consentire l'accesso a questa tipologia di alloggio a fasce più ampie di persone. Pensiamo che gli utenti delle case di domani saranno più attenti ai problemi dell'energia e dell'ambiente e saranno quindi interessati a ottimizzare il funzionamento della casa. Per queste ragioni offriremo loro anche un sistema di controllo e gestione che li renda consapevoli di come la casa funziona e di quali comportamenti risultano più virtuosi per ridurre i consumi. 

 

Come vede la situazione in Italia sul fronte bioarchitettura e fonti di energia rinnovabile?
Il nostro paese appare nettamente in ritardo rispetto ad altri paesi europei sull'educazione ambientale e quindi sull'interesse dell'utente finale verso costruzioni attente ai problemi dell'energia e della sostenibilità ambientale. Competizioni come quelle di Solar Decathlon hanno come scopo proprio quello di diffondere la cultura dell'ambiente e l'interesse per costruzioni a zero energia, in modo da formare utenti che spingano il mercato verso la realizzazione di costruzioni più virtuose sotto il profilo energetico.

 

Perché avete deciso di presentare nuovamente la vostra candidatura?
La partecipazione a Solar Decathlon 2012 ha comportato uno sforzo enorme, tanto da spingerci a rinunciare a un nuovo progetto. In seguito abbiamo considerato che eravamo comunque riusciti a raggiungere un risultato importante: avevamo messo in moto una grande macchina di conoscenza e di ricerca. Forse conveniva sfruttare lo slancio per andare oltre e riuscire a essere più incisivi proprio sul piano della formazione dei nostri studenti che risentivano dell'entusiasmo trasmesso dai successi del 2012, ma anche sul piano della diffusione di una cultura del costruire sano ed efficiente anche in clima mediterraneo. 

 

Il rapporto tra azienda e università può dare un maggiore impulso all'economia e all'innovazione del paese? Come?
Un progetto come quello di Solar Decathlon non sarebbe possibile senza il supporto economico e il know-how delle aziende. L’aspetto più interessante è la sinergia che si riesce a instaurare tra le aziende e l'università nello sviluppo del progetto. Abbiamo avuto modo di studiare a fondo la tipologia di prodotto che le aziende erano in grado di fornire per poterne sfruttare appieno le potenzialità. Questa attenzione ci ha portato  spesso  a chiedere piccole o grandi modifiche nel prodotto o nel processo che, a nostro parere, avrebbero potuto migliorare le prestazioni del prodotto in sè e del prodotto casa in maniera più generale. In alcuni casi le aziende hanno trovato le nostre proposte interessanti e questo ha prodotto piccole, ma spesso significative modifiche che abbiamo avuto modo di sperimentare nel prototipo realizzato. Nel settore delle costruzioni la ricerca e lo sviluppo non sono andati al passo con altri settori industriali. A mio avviso, questo tipo di collaborazione è essenziale per fare crescere i nostri studenti, e offre anche un importante contributo allo sviluppo di idee nuove nel settore edilizio. 

 

Condividi: