Shale gas. Sfide tecnologiche e rivoluzioni geopolitche

Scenari globali
26 Marzo 2013
Frank Verrastro, Center for Strategic and International Studies, USA

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Shale gas USA. Frank Verrastro3.96 MB

Lo sfruttamento di shale gas e shaleoil negli Stati Uniti sta di fatto portando ad una vera rivoluzione energetica. Perlomeno per quanto riguarda gli americani e le leve di potere nelle relazioni geopolitiche che gli USA avranno nei confronti degli altri paesi. Questo è venuto a raccontarci Frank A. Verrastro, senior vice president del Center for Strategic and International Studies (Csis) di Washington, un autorevole esperto di energia che ha spesso collaborato anche con la Casa Bianca. Verrastro è stato ospite nei giorni scorsi di alcuni incontri organizzati presso diversi centri studi italiani.

Uno di questi, l’Istituto Bruno Leoni, ha ospitato una breve conferenza dell’esperto americano, che ha illustrato le tecnologie di fracturing utilizzate per sfruttare i giacimenti da rocce scistose e ha parlato di un potenziale sufficiente a coprire le esigenze di mercato per decenni.

Dalla relazione di Verrastro è emerso un acceso dibattito interno che vede da una parte i sostenitori dell’utilizzo interno di queste nuove immense disponibilità di gas e dall’altra i sostenitori della linea dell’esportazione.

Tuttavia il futuro sfruttamento massiccio di queste risorse non è privo di sfide e di problematiche importanti da affrontare. Sul piano tecnico/economico intanto non tutti i giacimenti sono uguali, le problematiche estrattive impongono investimenti non da poco, non solo ai fini dell’estrazione vera e propria ma anche dal punto di vista delle infrastrutture. Anche dal punto di vista regolatorio e ambientale non mancano le criticità: l’uso massiccio dell’acqua e dei componenti chimici aggiuntivi, i rischi sismici, le conseguenze sull’ambiente e sulla sicurezza. Non esiste ovviamente uno storico a cui fare riferimento, la storia del fracturing e dell’estrazione di shale gas e shaleoil si sta scrivendo in tempo reale.

Non mancano peraltro manifestazioni di opposizione anche da parte di movimenti di opinione condotti da star di portata mondiale, come il videorap realizzato da Yoko Ono e Sean Lennon. Si tratta però spesso, incluso questo caso, di contestazioni strettamente locali, legate alla storia e alle specificità di un singolo territorio.

Verrastro dice che dal punto di vista ambientale il vero problema, sul quale occorre sviluppare investimenti e ricerca, è l’uso massiccio di acqua. Non solo, ma si profila anche un altro tema: l’improvvisa abbondanza di risorse fossili a basso costo impone agli USA una riconsiderazione delle politiche ambientali in relazione al cambiamento climatico.

Va comunque ricordato che l’approccio americano alle questioni ambientali è molto diverso da quello europeo, e da quello italiano più specificamente. Le leggi che regolano le autorizzazioni ambientali (environmental assessment) sono più tolleranti di quelle italiane e fanno riferimento a condizioni idrogeologiche e sismiche completamente diverse.

A conclusione della breve conferenza Verrastro ha affermato che il gas, e la sua improvvisa disponibilità in grandi quantità negli Stati Uniti, di fatto annullerà l’uso del carbone come combustibile, non essendo più giustificato economicamente. Qualcuno ha fatto notare che, per contro, proprio per la stessa ragione nel resto del mondo si avrà l’effetto opposto!

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