TAP. L'Italia ha detto sì.

Scenari globali
25 Maggio 2015

È stata firmata il 20 maggio 2015 dalla Ministra per lo Sviluppo economico Federica Guidi l’Autorizzazione Unica per la costruzione della parte italiana di TAP, circa otto km di gasdotto interrato e il Terminale di ricezione, per dieci miliardi di metri cubi all’anno di gas naturale provenienti dall’Azerbaigian (che potranno essere raddoppiati quando ce ne fosse bisogno). Con questa firma l’Italia ha dunque detto sì a una infrastruttura strategica fondamentale, che consentirà l’apertura del Corridoio meridionale del Gas, un progetto che mette in relazione diretta il grande mercato europeo dell’energia con le aree  che detengono le più grandi riserve accertate di gas naturale: subito il Caspio, domani l’Asia Centrale e il Medio Oriente.

L’Italia il suo sì a TAP e al Corridoio meridionale del gas lo aveva già detto da tempo, prima con la sottoscrizione dell’accordo intergovernativo con Albania e Grecia (gli altri due paesi che saranno attraversati dal nuovo gasdotto) sottoscritto nel febbraio 2013, poi con il voto del Parlamento che lo ha approvato (il 17 ottobre 2013 al Senato e il 5 dicembre 2013 alla Camera ed entrato ufficialmente in vigore il 19 febbraio 2014); e poi con il decreto di compatibilità ambientale del progetto firmato il’11 settembre dello scorso anno dal ministro dell’Ambiente Galletti, con le deliberazioni del Consiglio dei ministri (ultima quella del 29 aprile scorso).  E più in generale con l’impegno profuso da tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni a sostegno prima dell’idea che sta alla base del Corridoio meridionale del Gas (una nuova rotta e un nuovo fornitore per l’Europa dell’energia, per ridurre la sua vulnerabilità all’instabilità che può colpire in qualsiasi momento i suoi attuali canali di approvvigionamento), ma anche alla prospettiva di fare dell’Italia la porta del gas che arriva in Europa, promuovendone il ruolo da destinatario finale del gas a paese di transito, ad hub meridionale del gas per il mercato europeo. Un ruolo dal quale l’Italia guadagnerà in termini di peso politico nell’Unione ma anche, in termini di tariffe di transito che il gas diretto nell’Europa centrale e settentrionale pagherà alla rete nazionale di trasporto.

Ora si apre la fase della realizzazione del progetto: i lavori partiranno in tutti e tre i paesi e in mare nei primi mesi del 2016 per concludersi nel 2019, in tempo perché, dopo un’adeguata fase di messa in funzione e collaudo, dal gennaio 2020 comincino le consegne agli acquirenti europei del  gas del gigantesco giacimento azerbaigiano di Shah Deniz (il consorzio di grandi aziende energetiche che lo coltiva ha già venduto l’intera capacità di trasporto di TAP per i primi 25 anni di operatività del gasdotto).

Questa nuova fase sarà segnata anche da una conferma della volontà dell’azienda di proseguire il dialogo con i territori che ospiteranno il gasdotto. TAP conduce da anni un’opera capillare informazione sulle caratteristiche del progetto e moltiplicherà gli sforzi in questa direzione nei prossimi mesi, proponendosi anche come affidabile partner per lo sviluppo del territorio, uno spicchio di Puglia bellissimo che non ha nulla da temere da un’infrastruttura che può, anzi, essere colta come un’opportunità a sostegno della proprie  vocazioni al turismo, all’agricoltura e alla pesca. 

 

AL FESTIVAL
Giampaolo Russo, Amministratore Delegato TAP, parteciperà all'evento Ecco l'Italia che dice sì, venerdì 29 maggio, alle ore 12.00, presso Expo Gate.

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