Tempesta perfetta sull'Italia

Scenari globali
04 Luglio 2013
chicco testa, assoelettrica

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Assemblea 2013 Relazione Presidente Testa _8.pdf97.63 KB

di Chicco Testa, presidente Assoelettrica

 

Ho partecipato in questi giorni ad alcune assemblee confindustriali ed in tutte, senza eccezione alcuna, ho sentito ripetere le stesse parole: crisi, caduta dei consumi, dei livelli produttivi, dell’occupazione, dei margini delle imprese. Il nostro settore, quello della produzione di elettricità, non si discosta da questo quadro e fra poco vi fornirò qualche dato. Ma con un'aggravante: siamo nel pieno di quella che dovremmo chiamare una tempesta perfetta, nella quale diversi elementi, in una concordanza e ridondanza esemplare e perversa, concorrono uniti a rendere la situazione sempre più critica e ad occludere, speriamo soltanto apparentemente, ogni via d'uscita.

Quattro gli elementi che con perfetta sincronia pesano sul nostro settore: la crisi economica, che si traduce in una costante contrazione della domanda di energia elettrica (siamo tornati indietro di almeno dieci anni e da ormai 20 mesi i consumi elettrici continuano a ridursi); l’aumento dei prezzi finali dell’energia, dovuto essenzialmente al crescere degli oneri di sistema; la graduale perdita di efficacia del mercato elettrico, ove, con l'enorme sviluppo del fotovoltaico, la quantità di energia elettrica effettivamente contendibile si è gradualmente ridotta fino a scendere sotto la soglia del 50 per cento in valore, con un calo di dieci punti nell’arco di quattro anni; il mancato decollo di una vero mercato europeo dell'energia e dell'energia elettrica in particolare, per cui ciascun paese continua a seguire politiche proprie senza reciproca armonia, mentre le istituzioni europee insistono nel porre obiettivi vincolanti non sempre coerenti con le effettive condizioni nelle quali versano le economie e le industrie elettrice dei singoli paesi membri.

Ma veniamo al merito dei problemi. Il 26 giugno scorso, alla Camera, abbiamo ascoltato la relazione del presidente dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas Guido Bortoni. Il suo è stato un discorso esaustivo che condividiamo in grandissima misura. Un discorso molto equilibrato, assolutamente privo, come si deve per il ruolo che ricopre, di alcun accenno polemico. Io, invece e purtroppo, dovrò essere più diretto e meno diplomatico. Cominciando con il dire che le parole usuali con cui descriviamo la situazione dell’industria italiana, e il nostro settore appartiene a pieno titolo al comparto industriale, siano ormai logore, ripetitive, stanche, ed ancora in grande parte rivestite da formule che non ci aiutano a capire che cosa sta succedendo, che si affidano ad espressioni desuete ed incapaci in alcun modo di provocare quella reazione profonda, innovativa, che sola potrebbe cambiare le cose e far rinascere le energie di cui ha bisogno il nostro paese. Insomma, è venuto il momento di dire la verità, senza eccessive cautele, perché solo da un’analisi compiuta ed impietosa della situazione possiamo trarre le indicazioni necessarie per individuare le misure che servono a superarla.

(...)
Per uscire dalla crisi occorre che tutti contribuiscano facendo sempre meglio il proprio lavoro. Il nostro mestiere è l’energia elettrica. Vogliamo continuare la strada intrapresa un secolo fa con sempre maggiore convinzione e aggiornando i nostri riferimenti al mutare delle situazioni. Essere efficaci significa cogliere i mutamenti e proiettare la propria azione al futuro. Stare al passo con questi mutamenti significa offrire ai consumatori nuovi servizi ed energia di qualità per il loro benessere. Domani non avremo tanto bisogno di altra energia elettrica, quanto di un sistema di generazione e di utilizzo dell’energia elettrica capace di ridurne il costo e migliorare la qualità del servizio offerto. 


 

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