Smart Company

Smart City
10 Maggio 2012
Fabio Bocchiola, Repower Italia, smart city, Salone del Mobile

Intervista a Fabio Bocchiola, Presidente Repower Italia
di Redazione
 

 

Nella premessa al libro City 2.0 giustamente lei sottolinea che non è ancora stata avviata una riflessione su che cosa è, cosa deve essere, una Smart company. Secondo lei, come deve innovarsi un'azienda che voglia essere protagonista di questo mondo in trasformazione, e motore, propulsore di questo mutamento?
Quello che ho imparato nella mia esperienza e, di più, in questi dieci anni in cui ho visto crescere Repower Italia è che l'azienda non può essere solo un posto di lavoro, deve avere dei principi guida, seguire uno stile, come diciamo spesso, creare valore in senso lato. Il dato relazionale in questo senso è quanto mai importante: in tutti i colloqui di selezione prestiamo grande attenzione alla propensione al lavoro di squadra ed alla capacità di inserimento dei candidati. Le competenze sono importanti ma senza la condivisione di una visione è difficile crescere in modo solido ed equilibrato. La Smart Company nasce dal saper leggere e tradurre in fatti questo spirito.

 

In che modo Repower Italia cerca di stare dentro questa trasformazione?
In una società in cui l'età media è di 33 anni la formazione ha un ruolo centrale: da anni organizziamo incontri interni con personalità di spicco non necessariamente legate alla nostra attività: abbiamo incontrato architetti, giornalisti, critici cinematografici. Il tutto serve a creare quel puzzle di strumenti e valori che motivano e creano spirito di appartenenza. In questa visione rientra il sostegno che diamo a pubblicazioni di carattere scientifico come "I falsi miti dell'energia" o "City 2.0 - il futuro delle città"

 

Uno degli elementi che emerge in maniera costante dalle esperienze raccolte nel libro è che il fattore decisivo è una nuova capacità di sviluppare partnership che tengano insieme attori ed esigenze diverse, amministrazioni, imprese, ricerca, cittadini. Partnership che tengano insieme e rispondono alla complessità della nostra società. Qual è la vostra esperienza da questo punto di vista?
Il settore energy sta cambiando ad una velocità crescente, superando quelli che un tempo erano considerati i suoi ambiti di competenza. Le faccio un esempio, legato alla mobilità elettrica. Oggi sembra a tutti più che naturale che auto e moto elettriche siano sviluppate insieme agli operatori elettrici. Questo rappresenta sicuramente un'opportunità che Repower ha saputo cogliere anche se in realtà non si tratta di un settore "elettivo": ha richiesto una grande flessibilità, in primis mentale, ed il coraggio di sapersi mettere in gioco.

In un contesto del genere è fondamentale saper leggere le nuove esigenze degli interlocutori con cui lavoriamo quotidianamente. Un altro esempio può aiutarmi a spiegare questo concetto: stiamo sviluppando una centrale idroelettrica di regolazione in Provincia di Benevento e la prima cosa che abbiamo capito andando a vedere con i nostri occhi quel territorio era che bisognava puntare sulle sue ricchezze naturali, sui suoi elementi distintivi. Per questo abbiamo chiesto allo studio Rota di immaginare un progetto, separato e complementare rispetto all'impianto, per potenziare l'attrattività e la visibilità del Sannio. Insieme all'amministrazione provinciale di Benevento è nato il "Parco delle quattro acque", un insieme di interventi che potenzieranno l'offerta turistica locale. Si tratta di marketing territoriale? Forse sì, di sicuro incarna lo spirito di dialogo con i territori che contraddistingue il nostro modo di fare.

 

In che modo la vostra presenza al Salone del mobile parla di questo nuovo modo di fare energia?
Il filo rosso che lega tutti i progetti in mostra si riassume in tre parole: energia è bellezza. In tutto quello che facciamo cerchiamo di farci guidare da un forte spirito empatico: verso i territori dove vogliamo realizzare i nostri impianti, sempre ispirati dalla ricerca e dalla contestualizzazione, ma anche verso i clienti sul cui rapporto puntiamo molto. Ancora una volta si tratta della cultura della relazione, del rapporto umano: è questo che in ultima analisi fa la differenza.

 

AL FESTIVAL
Fabio Bocchiola sarà tra i protagonisti dell'appuntamento City 2.0 il 15 giugno 2012 alle ore 20.00 con Marc Augé, Italo Rota, Emilia Blanchetti

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