Smart Grid nel futuro prossimo delle nostre città

Smart City
23 Maggio 2013

di Adolfo Spaziani, direttore generale di Federutility

 

Saranno i modelli per le reti intelligenti delle nostre città, le matrici da replicare per sfruttare l’energia prodotta da generazione distribuita (GD). Sono le smart grid dei progetti pilota selezionati dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG), intelligenti perché attive, capaci cioè di accogliere la complessità di un sistema elettrico rivoluzionato dalla crescente quota di rinnovabili non programmabili, garantendo al contempo un elevato livello di qualità e sicurezza.

D’altra parte, il cambiamento al quale stiamo assistendo negli ultimi anni - con un coinvolgimento sempre maggiore nel processo di generazione elettrica da parte di impianti di taglia medio-piccola - impone l’identificazione di uno strumento in grado di mutare il paradigma tradizionale della gestione delle reti, riducendo da un lato il rischio di una sovrastrutturazione della rete e dall’altro garantendo uguali o superiori standard di qualità del servizio. Di qui, l’esigenza per operatori e regolatore di sperimentare sistemi di distribuzione innovativi, capaci di rinnovare profondamente la modalità di gestione dei carichi e migliorare l’integrazione degli impianti di produzione FER, consentendo un migliore sfruttamento delle infrastrutture di rete esistenti in modo efficace ed efficiente.

Sono sette i progetti pilota in corso selezionati dall’AEEG - Delibera Arg/elt 12/11 –, di cui sei a cura di aziende associate a Federutility: A2A (Lambrate e Gavardo), Acea (Roma), Asm (Terni), Assem (San Severino Marche, MC), Deval (Aosta). Questi prototipi, nel prossimo futuro, costituiranno la base per l’applicazione su vasta scala a tutto il territorio nazionale. I vari distributori sceglieranno il modello che (per caratteristiche tecniche) meglio si adatterà al proprio contesto, compiendo analisi dettagliate e qualificate sulla GD e sullo stato della rete.

La procedura di valutazione per la selezione dei progetti si è basata anche su un criterio di massimizzazione del rapporto costi/benefici; in particolare:

-       l’aumento di energia immettibile in rete da GD;

-       la migliore utilizzazione degli impianti esistenti;

-       la partecipazione degli impianti di GD alla regolazione di tensione;

-       la replicabilità del progetto.

 

Per favorire questo passaggio tecnologico e infrastrutturale, l’AEEG ha previsto un meccanismo di incentivazione non finanziato in conto esercizio o conto capitale, ma tramite il sistema tariffario, garantendo quindi un incentivo a chi investe in reti intelligenti.

Tra gli elementi caratterizzanti una distribuzione smart c’è il coinvolgimento degli utenti attivi della rete, con un sistema di comunicazione con i clienti finali per la sperimentazione di modalità di demand response, attraverso segnali di prezzo il più possibile aderenti ai corrispettivi di mercato. Incrementare il grado di consapevolezza dei clienti finali sulle loro caratteristiche di consumo e la loro partecipazione attiva al mercato, infatti, permette a regime una flessibilizzazione della domanda tale da consentire riduzioni dei picchi di prelievo e di costi per il cliente finale. Per il sistema, i benefici risiedono in una maggiore sicurezza delle forniture, in minori costi delle infrastrutture e in un ridotto impatto ambientale.

 

Le sfide del prossimo futuro vedranno quindi il ruolo centrale dei gestori delle reti elettriche. L’individuazione di investimenti a supporto della realizzazione di reti smart - funzionali all’integrazione nel sistema elettrico delle differenti modalità di produzione e consumo - costituisce infatti un passo fondamentale per rilanciare la competitività del sistema ed efficientare i servizi per i cittadini.

 

Le smart grid costituiscono quindi l’infrastruttura essenziale per ridisegnare il ruolo della città – anch’essa in ottica “smart” – e renderla competitiva rispetto a sfide irrinunciabili quali – per citarne alcuni - la promozione della mobilità elettrica, la partecipazione (in maniera indiretta) dei clienti finali al Mercato elettrico e, più in generale, dell’integrazione dell’information technology nel campo energetico.

Sono infatti proprio le aree urbane - dove si consumano i tre quarti delle risorse e dove risiede il più ampio potenziale di efficienza – che rappresentano gli incubatori di tali nuove tecnologie che, oramai giunte a maturazione, permetteranno lo sfruttamento efficiente delle risorse energetiche a disposizione (dalle fonti rinnovabili già note o di quelle che sono in via di industrializzazione, dell’energia dai rifiuti urbani), la razionalizzazione dei consumi e la gestione da remoto e in tempo reale di un’energia che sarà sempre più pulita e meno inquinante.

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