Smart Grid Report

Smart City
23 Luglio 2013

Il modo di generare energia sta profondamente cambiando. Accanto al paradigma tradizionale “centralizzato”, con pochi grandi punti di produzione ed una rete con il principale compito di trasportare l’energia prodotta verso gli utenti, si sta affermando un nuovo paradigma “distribuito”, dove molto spesso lo stesso utilizzatore finale diviene auto-produttore di energia.

La transizione verso il nuovo paradigma sembra ormai avviata ma vi sono diverse barriere da rimuovere perché il suo potenziale possa svilupparsi appieno. Una fra queste, indubbiamente tra le più significative, è quella delle infrastrutture e delle connessioni di rete, che devono “cambiare mestiere” e divenire sempre più in grado di comandare flussi bi-direzionali (da e verso l’utente) di energia, controllare una molteplicità di punti di immissione, ottimizzare i processi di load management in un contesto caratterizzato da fonti (quali quelle rinnovabili) con una forte discontinuità ed una bassa prevedibilità.

Per rispondere a queste problematiche è necessario che la rete ed i dispositivi di generazione elettrica “distribuiti” diventino più “informatizzati” ed in grado di dialogare fra loro. Una sfida che deve essere raccolta sui due fronti: dalle imprese ICT che devono adattarsi ad un contesto estremamente peculiare quale la generazione di energia e dalle imprese di tecnologie nel settore delle rinnovabili, vere abilitanti delle cosiddette smart grid.

Lo Smart Grid Energy Report, presentato ai primi di luglio dall’Energy Strategy Group del Politecnico di Milano, affronta uno dei temi più “caldi” del momento nell’ambito delle “smart grid”, ossia quale sia il reale potenziale di mercato nel nostro Paese delle soluzioni di storage e dell’auto elettrica da qui al 2020.

Per fare questo, con riferimento al tema dello storage, lo Smart Grid Energy Report individua innanzitutto i diversi soggetti all’interno del sistema elettrico (dai produttori di energia ai gestori di rete, dai prosumer alle micro-grid) “interessati” all’adozione di un sistema di storage, analizzando per ciascuno le principali “esigenze” che questi debbono soddisfare e le tecnologie più adatte allo scopo. Proseguendo l’analisi, lo studio analizza lo stato dell’arte del quadro normativo e regolatorio che influenza l’adozione dei sistemi di storage, mettendo in luce i “limiti” attualmente presenti rispetto all’utilizzo dello storage e propone una valutazione economica completa, della convenienza dell’adozione delle tecnologie di storage per i diversi soggetti del sistema elettrico.

Il gruppo di ricerca del Politecnico propone, in conclusione della ricerca una concreta roadmap – che comprende l’evoluzione sia del quadro normativo-regolatorio che delle soluzioni tecnologiche – per rendere “concreto” questo potenziale di mercato a partire dai prossimi 2-3 anni.

Per quanto riguarda l’auto elettrica, la ricerca confronta la penetrazione nel mercato auto motive in Italia e negli altri paesi del mondo, evidenziando le politiche che hanno dato maggiore solidità e rapidità all’integrazione di questo elemento nel sistema elettrico. I dati infatti registrano uno sviluppo del settore decisamente inferiore alle aspettative iniziali degli analisti: un rallentamento dovuto alle azioni spesso non coordinate dei diversi attori

L'auto elettrica è infatti un nuovo attore della smart grid legato a filo doppio con i sistemi di storage, la sua integrazione può permettere di conseguire le economie di scala necessarie per la riduzione del costo di produzione dei sistemi di storage per le applicazion all'interno del sistema elettrico, grazie ai volumi produttivi delle batterie per i veicoli. Non solo: l'auto elettrica può diventare essa stessa un sistema di storage distribuito, abilitando paradigmi innovativi di gestione delle fasi di ricarica ("vehicle to grid"), in funzione dello stato della rete. 

Nell'immagine
La presentazione dell'auto elettrica durante il Festival dell'Energia a Perugia nel 2012, con il sindaco della città, Wladimiro Boccali. 

 

Condividi: