Smart Thinking: una nuova antropologia del tessuto urbano

Smart City
18 Aprile 2012

di Emilia Blanchetti, coordinatrice scientifica Festival dell’Energia

dalla Premessa a City 2.0  - Il futuro delle città


Quest’idea di smart city, adottata ormai come etichetta di marketing territoriale da comuni e municipalità occidentali, e non solo, rappresenta un’evoluzione del concetto di città digitale. Un’evoluzione importante, perché mette sullo stesso piano il capitale intellettuale e sociale e il capitale fisico. Si sposta l’attenzione dall’intelligenza delle infrastrutture alla competitività sociale e ambientale del nucleo urbano. La tecnologia viene messa al servizio del benessere e della salvaguardia ambientale. 


Comunemente si identificano sei parametri di valutazione delle smart cities: economia, mobilità, ambiente, persone, stile di vita, amministrazione. Le reti, le infrastrutture intelligenti di collegamento, devono essere funzionali alla crescita qualitativa e sistemica di questi parametri. Città dove vivere meglio quindi, città accessibili e inclusive, città che rispettano l’ambiente e che creano benessere in un clima di buongoverno.


La città perfetta di Tommaso Moro? No, forse l’utopia non c’entra. Certo risulta difficile immaginare che migliaia di persone che non hanno accesso a internet, città congestionate dal traffico, comuni ancora alle prese con la difficoltà di promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti o l’accesso regolato e tassato delle auto verso il centro storico, edifici e interi quartieri lontani anni luce da qualunque idea di efficienza energetica e di sostenibilità, piste ciclabili inesistenti, trasporto pubblico carente, luoghi di aggregazione limitati e degradati possano magicamente trasformarsi in spazi urbani intelligenti grazie al contributo delle tecnologie informatiche e di telecomunicazione. Tuttavia il fermento che traina la sperimentazione “dal basso” di nuovi laboratori metropolitani dice molto della voglia autentica di amministratori e cittadini di  cercare di una nuova identità urbana, con l’aiuto della tecnologia e con una nuova e più matura coscienza ambientale. E dopo varie iniziative partite a livello locale il Governo ha recentemente annunciato attraverso il Ministro Profumo un fondo per il progetto Smart City di circa un miliardo di euro (700 milioni per il Centronord e 260 per il Sud).  Il fondo servirà per mettere in rete i progetti per le città intelligenti e  partecipare ai bandi europei. Qualcosa si muove davvero quindi:  la città intelligente ha tutte le carte per trasformarsi da non luogo utopico a spazio reale per i cittadini di domani, dove bellezza e funzionalità trovano un percorso comune nel segno dell’innovazione tecnologica e di un rapporto nuovo con l’ambiente e con l’energia.


Il Festival dell’Energia si occupa da tempo di questo fenomeno e ha messo al centro dei dibattiti in programma per l’edizione 2012 - dal 15 al 17 giugno a Perugia - proprio la città del futuro, con un focus sul ruolo crescente del territorio e delle aggregazioni urbane nella definizione di un modello di sostenibilità intelligente, tecnologica, rivolta alla qualità della vita dell’individuo e alla razionalizzazione delle risorse. Questo libro è un primo tentativo di fare il punto, raccontare delle esperienze, raccogliere punti di vista diversi -  sul piano umanistico, filosofico, progettuale e tecnologico - e per dare spazio agli studenti e ai ricercatori che sulla città che verrà stanno scommettendo il proprio futuro.

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